La Bondi a Treviso «Il primo esame del trittico di fuoco»
Basket A2. Coach Bonacina presenta la gara di domani Rivali di primo livello, agli estensi serve intensità massima
FERRARA. È un coach Andrea Bonacina carico e sereno, quello che ieri pomeriggio ha parlato della delicata gara di Treviso che metterà la sua Bondi di fronte alla corazzata De’ Longhi (domani alle 18). «Sarà il primo esame di un trittico infuocato - dice il tecnico biancazzurro -, che ci vedrà a marzo affrontare tre fra i top team del campionato (dopo Treviso, Trieste e Verona; ndr). Ma non cambia il nostro modo di ragionare: guardiamo e pensiamo ad una gara alla volta».
Dunque, sotto con Treviso.
«Compagine profondissima, con dieci giocatori, che sa esaltarsi emotivamente e tecnicamente davanti al proprio pubblico. Emotivamente sfruttando la grande capacità di essere aggressiva in difesa, generando break in campo aperto davvero letali, con Fantinelli e Sabatini a spingere il pallone e i tiratori pronti a colpire».
Tecnicamente?
«Grazie all’esperienza e alla varietà di assetti e soluzioni a disposizione del coach Stefano Pillastrini. Sei esterni di ruolo veri, attenzione ai già citati Fantinelli e Sabatini; poi tre tiratori scelti micidiali come Swann, Imbrò e Musso, con Negri in grado di dare imprevedibilità e fisicità in avvicinamento».
La De’ Longhi ha lunghi da non sottovalutare...
«La tecnica e l’esperienza di Antonutti, l’atletismo devastante di Brown e Lombardi e la consistenza e fisicità di Bruttini. Affronteremo forse la compagine più completa del campionato».
Inutile girarci attorno: sarà dura.
«Parliamo di un impegno sulla carta improbo. Andiamo a Treviso con grande curiosità, vogliamo andare a misurarci mentalmente e tatticamente, in quella che è la prima di sette finali. Saremo a Treviso con la consapevolezza che siamo in un buon momento, con l’altrettanta sicurezza che, se faremo una gara soft, Treviso segnerà più di 90 punti e perderemo sonoramente».
Mai come domani la difesa risulterà la chiave di volta.
«La chiave è sempre lì, sicuramente e maggiormente a Treviso. Loro puniscono ogni minima distrazione se lasciati giocare e lo fanno con parziali importanti. Consistenza, solidità, pulizia tattica, anche perché non possiamo andare a barare e scommettere contro giocatori così forti: dovremo essere intensi, se non sei duro e aggressivo mentalmente esci con le ossa rotte».
Anche il contorno sarà tutto da gustare.
«Abbiamo la sicurezza di poter andare a esprimere su ogni campo la nostra pallacanestro e la certezza che, Pala Verde o non Pala Verde, tutto parte dalla nostra intensità e qualità difensiva, come dalla nostra semplicità offensiva».
Lorenzo Montanari
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