Antenucci cuore di Ferrara Il capitano resta fino al 2020
Le prove, i gol (terzo miglior cannoniere italiano), l’attaccamento alla maglia Ieri il prolungamento contrattuale: «Ora testa al campo e alla salvezza»
FERRARA. Se Carlo Dell’Omodarme è stato il 7 per antonomasia degli anni ’60 spallini in serie A, Mirco Antenucci è “il” 7 in cui si identifica oggi il popolo biancazzurra. Il capitano, il bomber, il leader che vuole guidare la Spal al traguardo della salvezza.
In alto i cuori: Antenucci adesso è ancor più carico. Ammesso che sia possibile, visto che in campo dà sempre il 110%. Tant’è, ieri l’attaccante ha prolungato il suo vincolo con la Spal, estendendo il contrato fino al giugno 2020. Significa che Antenucci giocherà altre due stagioni (2018/19 e 2019/20) in biancazzurro, fino all’alba dei 36 anni (è nato l’8 settembre 1984).
Il 7 è un numero leggendario nella storia del calcio. Ma ci sono club in cui ha assunto ancor più rilevanza, significato, identificazione. Qualche esempio. Torino: Meroni, Claudio Sala, Lentini. Leeds United: Lorimer, Cantona. Manchester Unites: Best, Coppel, Robson, Cantona, Beckham, Cristiano Ronaldo.
Mettiamoci pure la Spal, nel suo piccolo (che tale non è): Carlo Novelli, Dell’Omodarme, Donati... E ora Antenucci.
In epoca di numerazione fissa, di cifre personalizzate che non riflettono sempre il ruolo, il 7 del capitano ha il suo grande fascino. Sempre fedele al 7, Ante. E ora si può dire Seven Forever. O quasi. Ormai alla sua seconda stagione spallina, Antenucci ha conquistato Ferrara e la sua gente. Non da oggi. Lo ha fatto per educazione, garbo, civiltà, normalità, inserimento nel tessuto cittadino. Lo si vede passeggiare tranquillamente in centro, passare in bicicletta la mattina mentre porta all’asilo una delle sue splendide bimbe, non rifiutare una foto ed un autografo al ragazzino che lo incontra per caso in un locale. Poi, ovvio, c’è il campo. L’anno scorso, in B: 36 presenze 1 18 gol, media realizzativa altissima, 1 rete ogni 2 gare. Bersagli fondamentali per centrare la storica promozione in serie A. Dove in questa stagione le cifre recitano: 22 gettoni (3 gare, tra l’altro, le ha saltate per infortunio) e 8 gol. Impatto significativo con la categoria, affrontata con la dovuta continuità solo quest’anno, dopo la triplice ma numericamente misera esperienza con il Catania (19 presenze, 1 gol).
Vedendolo giocare, e vedendo tanti altri, ci si chiede perchè. Perchè Antenucci è arrivato ora in A?
Adesso, per il capitano, due obiettivi: la salvezza della Spal, nella quale crede al mille per mille. Ieri ha commentato così il rinnovo contrattuale: «Avevo già scritto a inizio stagione che il mio desiderio era quello di legarmi ancor di più a questa città, a questo club, a questa fantastica tifoseria, a questa splendida gente. Sono contento e orgoglioso di aver rinnovato per un altro anno: ora testa al campo e alla salvezza, tutti uniti! Forza Spal!».
Ancora: la doppia cifra di gol. Traguardo possibilissimo, tra l’altro propedeutico al raggiungimento del primo (la salvezza, appunto). Antenucci si trova a quota 8 gol, e mancano 10 giornate alla conclusione del campionato. Al momento è il terzo miglior cannoniere italiano della serie A. L’apposita classifica recita:
Immobile (Lazio) 24; Quagliarella (Sampdoria) 17 ; Antenucci (Spal) e Inglese (Chievo) 8; Lasagna (Udinese), Pavoletti (Cagliari), Cristante (Atalanta) e Insigne (Napoli) 7
Ora l’opera va proseguita. Intascata la rinnovata (in tutti i sensi) stima/fiducia della società, Antenucci è pronto a continuare a recitare la sua basilare parte per condurre la Spal nelle acque sicure di un porto chiamato salvezza.
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