Dell’Omodarme, due anime «Spal e Juventus le squadre della mia vita, vorrei lo 0-0»
La mitica ex ala destra e una carriera caratterizzata da quelle maglie «Biancazzurri in salute, Dybala e Higuain super: speriamo prendano 6 pali»
FERRARA. Uno dei miti della Spal. Un’ala destra fenomenale, di quelle di una volta, scatto micidiale e dribbling ubriacante: Ha caratterizzato la decade dei favolosi ’60, è stato icona del calcio italiano non solo per le sue qualità ma anche per il cognome e per la figurina Panini, tra le più ambite. Ha giocato in biancazzurro e con la Juventus, con tre diversi trasferimenti. Basta il numero: 7. Basta il nome: Carlo Dell’Omodarme.
Spezzino, 80 anni compiuti da un mese ed un paio di giorni, era in campo quel 12 maggio 1968, ultima partita di campionato, ultima gara della Spal in serie A prima del ritorno atteso 49 anni.
«Spal-Juventus 0-1. Fu la mia unica presenza in quella stagione. Mi infortunai gravemente al ginocchio durante l’amichevole estiva, nel 1967, contro lo Spartak Mosca. Due operazioni, rimasi fermo praticamente tutto l’anno. Quella partita con la Juve volli giocarla a tutti i costi. Il presidente Paolo Mazza non era d’accordo, mi chiamò, cercò di dissuadermi: “Siamo già retrocessi, se ti fai male di nuovo che succede?”. Mi imposi, perchè avevo bisogno di togliermi di dosso la paura. E poi c’erano i vecchi compagni, gli amici, che volevo affrontare in campo: Leoncini, Del Sol, Castano».
Da quel giorno, di sfide Spal-Juventus in campionato non se ne sono più viste. L’attesa per il confronto di sabato è spasmodica. Dell’Omodarme non stenta a crederlo:
«Finalmente... Dopo cinquant’anni è una bella cosa. Rivedere la Spal in serie A mi ha fatto e mi fa molto piacere. Il pubblico, lì, ha la Spal nel cuore, la seguirebbe in qualsiasi categoria. A Ferrara sono innamorati della loro squadra. Ricordo che anche i ragazzini piccoli non dicevano di tifare per Milan, Juventus o Inter, ma solo per la Spal».
Cresciuto nella Juve, un paio di prestiti, tre anni al Como in B. Poi la Spal:
«Umberto Agnelli, dopo la stagione al Parma, mi disse che la Juventus voleva riportarmi a casa. Però non ero convinto, in attacco c’era troppa concorrenza. Così mi girarono al Como, e la Spal mi prese nel 1961. Rimasi due anni. Giocai una delle mie partite più memorabili proprio contro la Juve. Era la semifinale di Coppa Italia, in gara secca, a Ferrara: vincemmo 4-1 e segnai una doppietta. Andammo a Roma per la finale col Napoli e purtroppo la perdemmo, credo che la Spal quel giorno abbia pagato l’assenza di Mazza nelle settimane precedenti, visto che il presidente era in Cile come c.t. della Nazionale. Fu una delusione».
Avanti e indietro sull’asse Ferrara-Torino:
«Tornai alla Juve, alla prima di campionato feci gol proprio contro la Spal... Tre anni a Torino e poi tornai in biancazzurro, nel 1966. Posso ben dire che Spal e Juventus sono state le squadre della mia vita. Ricordi splendidi, che restano per sempre».
Ricordi e non solo. Anche contatti duraturi:
«Una volta ricevetti una telefonata: “Riconosci la mia voce, sai chi sono?” “Sei Omar...”. Era Sivori, si trovava in vacanza a Porto Venere con la moglie e mi chiamò. Il nostro rapporto? Ottimo, compagni di squadra per due anni. Non era più il Sivori fenomenale di prima ma restava un grande giocatore. Adesso mi sento regolarmente con Oscar Massei, qualche volta con Bozzao, mia moglie telefona regolarmente a quella del Bozza. Che tempi furono... Alla Spal anche col grandissimo Cervato, Charlie Novelli, Bertuccioli, Boldrini, il Paso Pasetti, Gori con il quale ero anche alla Juve e che ancora oggi è un amico. E vidi crescere un giovanissimo Capello, già a 16/17 anni si vedeva quanto era bravo».
E sabato come andrà, questo Spal-Juventus? Pronostico scontato...
«In teoria - dice Dell’Omodarme - non dovrebbe esserci storia. Spero che la Juve si stanchi un po’ nel recupero di oggi con l’Atalanta, ma davanti Dybala e Higuain sono due fenomeni, troppo forti: mi auguro che con la Spal colpiscano 6/7 pali e la partita finisca 0-0. Il match lo guarderò in tv. Non seguo più tanto il calcio, ma la Spal la accompagno sempre. È in salute, sta bene, ha conquistato 7 punti in 3 gare, a Sassuolo domenica scorsa alla fine avrebbe potuto portare via il risultato pieno. Hai visto mai?».
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