Spal-Juventus sarà anche Semplici contro Allegri Mister sul podio della fedeltà
Il bianconero è l’attuale primatista di longevità in un club di serie A E il biancazzurro è ottimo terzo. Sabato la sfida tra i due tecnici toscani
FERRARA. Nella stagione 2004/2005 Max Allegri allenava la Spal in C1. In quella stessa annata agonistica Leonardo Semplici sedeva sulla panchina del Sangimignano, in Eccellenza. Il tecnico livornese era alla sua seconda esperienza come mister, il trainer fiorentino alla prima.
Dopodomani, sabato, alle 20.45 al “Paolo Mazza” si giocherà Spal-Juventus. I due allenatori saranno rispettivamente Leo Semplici e Max Allegri: ne hanno fatta, di strada, da quel 2004. A diciotto anni di distanza sono all’apice. Semplici ha scalato tutti i gradini, dai dilettanti alla serie A, ha collezionato promozioni (una col Sangimignano, tre - in quattro anni - col Figline, due con la Spal; aggiungiamoci una Supercoppa di Seconda Divisione con il Figline e una di Lega Pro con la Spal). Il doppio e consecutivo salto con i biancazzurri, il ritorno in A dopo un’assenza che si prolungava dal 1968, valgono i trionfi di Allegri (campione d’Italia col Milan, tre scudetti di fila con la Juve - ora va alla conquista del quarto -, tralasciando il lungo elenco di Coppe e Supercoppe, e la promozione in B col Sassuolo. Semplici e Allegri sono entrambi classe 1967, uno è nato il 18 luglio, l’altro l’11 agosto. Toscani, di Firenze e di Livorno. Ma ci sono toscani di scoglio (come il livornese Allegri, o Mazzarri), quelli di sabbia (come i viareggini Lippi e Fascetti) e quelli di campagna (Spalletti e Sarri). Pare che la differenza sia sostanziale, non ci addentriamo troppo nella questione perchè il terreno è minato. Ma Semplici dove va collocato? Fiorentino, ma pare che la qualifica di toscano di città non esista. Il mister però è cresciuto a Tavarnuzze e allora, forse, possiamo collocarlo in compagnia di Spalletti e Sarri. Non si adombri se la nostra non toscanità induce all’errore.
Allegri ha iniziato a gettare il cappotto contro la Spal all’andata. Semplici non lo abbiamo mai visto scomporsi, lasciarsi andare a gesti eclatanti. Al massimo, agli inizi dell’avventura spallina, a fronte di un errore di un suo giocatore, si voltava verso la propria panchina e allargava le braccia. Adesso applaude, incoraggia, dà fiducia. Nè l’uno nè l’altro sono integralisti. Allegri è stato catalogato come figlio calcistico di Galeone (un onore) e adepto del 4-3-3, ma di moduli ne ha usati tanti e anche alla Juve ne ha dato e ne sta dando prova. L’imperiosa ascesa della Spal sempliciana è targata 5-3-2, però il tecnico era arrivato in biancazzurro con altre idee e solo cammin facendo ha abbracciato il sistema rivelatosi vincente, ritenuto il più adatto alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. E se quest’anno è stato refrattario a passare al 4-4-2 che in corso d’opera aveva dato qualche buona indicazione, non ha mai esitato a cambiare in corsa quando necessario. Fermo restando che l’identità spallina è una e ben precisa.
Allegri sta alla Juve come Semplici sta alla Spal. Sul podio dei tecnici più longevi in A nell’attuale club di appartenenza, loro due ci sono. Allegri al primo posto, Semplici al terzo e preceduto da Maran (Chievo) per appena un mese e qualche spicciolo. In un calcio che brucia in fretta i suoi protagonisti, che non ha pazienza e nemmeno riconoscenza, Max e Leo sono da record. Sulle panchine delle big, solo Sarri a Napoli resiste da più stagioni: Inter e Milan sono state e/o sono come una giostra. Delle squadre di medio-bassa classifica, non parliamone nemmeno.
Quanto al futuro, quello è nel grembo di Giove. Allegri corre per l’ennesimo scudetto, Semplici per la salvezza. Restare in A, per la Spal, equivarrebbe al tricolore, alla Champions (che Allegri vuole conquistare). Obiettivi apparentemente agli antipodi, ma che per peso specifico delle due diverse realtà si equivalgono.
Sulla carta la Juve di Allegri è strafavorita contro la Spal di Allegri. In teoria non c’è partita. Ma la sfida tra i due allenatori, e le due squadre, potrebbe anche riservare qualcosina d’imprevisto. La Spal darà tutto, ma non avrà obblighi, la Juventus non potrà sbagliare. Tra Semplici e Allegri il confronto si giocherà anche sul piano della preparazione psicologica.
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