«Allegri è un fenomeno Lo sostengo dal 2004»
Roberto Benasciutti, consigliere della Spal in quella stagione, giurava sul mister «Il più bravo e con la Juve vincerà ancora tanto. I biancazzurri si salveranno»
FERRARA. Cinque anni di assoluto, e voluto, silenzio. Nessuna apparizione, nessuna dichiarazione, da quell’estate del 2013 contrassegnata dal passaggio di mano della Spal, alla famiglia Colombarini. Ieri, per la prima volta, Roberto Benasciutti è uscito dal suo totale isolamento mediatico. E lo ha fatto per parlare di Max Allegri, allenatore della Juventus, suo grande amico, tecnico della Spal in quel 2004/2005 in cui Benasciutti era sulla tolda biancazzurra unitamente ai Pagliuso ed a Roberto Ranzani.
«Ho salvato il marchio Spal tre volte, e ora per me è un piacere vederlo in giro per l’Italia. Qualcuno capirà. Sono contento che la Spal sia in serie A, spero e credo che si salverà. Sono sereno. Per il resto non dico niente, nessuna polemica. Parliamo di Max».
Il Conte Max o mister Allegri. Per Benasciutti chi è?
«Semplicemente un amico. Un grande amico. Ci sentiamo spesso, è anche venuto a trovarmi più di una volta. Tutto normale, i nostri rapporti sono quelli di sempre. Lui non è cambiato. Ha solo meno tempo. E resta il più bravo di tutti».
A Ferrara qualcuno non ne era così convinto...
«Ah, lo so bene. Ma conservo un ritaglio di giornale con un’intervista in cui affermavo che era un fenomeno».
Perchè nutriva questa antica e non sospetta convinzione?
«Perchè lo vedevo lavorare sul campo. Perchè aveva idee nuove. Sapeva curare i giovani, e valorizzarli. Aveva carattere e personalità per gestire i più esperti. E faceva giocare bene la squadra. Sì, è stato anche contestato, ma ha fatto alla grande, ha avuto ragione lui. Abbiamo vinto ad Avellino, a Foggia... campi difficilissimi. A Napoli ci hanno derubato, ed avevamo dominato una delle partite più belle in assoluto. Con poco, Max ha fatto tanto».
Comunque era una squadra con dei valori tecnici non trascurabili.
«Sì, certo, ma lui li ha esaltati. Altobelli ha fatto un campionato che poi non ha mai più ripetuto, Valeri ha avuto il suo trampolino di lancio, Consonni è stato ceduto al Napoli, Pirri e Sadotti hanno giocato al top. Una buona squadra, sì, che lui ha forgiato. E se la società avesse potuto proseguire, con un centravanti alla Cancellato l’anno dopo saremmo stati promossi».
Ma perchè avevate scelto Allegri? Lei lo conosceva già?
«Era giovane, emergente, avevamo referenze. E io, sì, più o meno ci conoscevamo già. Entrambi appassionati di cavalli da corsa, di trottatori, ci eravamo incrociati in qualche ippodromo. Un interesse che coltiva ancora? Ah, non lo so. Come dicevo, Max non ha più tempo».
Il successo non lo ha travolto, a quanto pare.
«No, è rimasto fedele a se stesso. Un bravo ragazzo. Viveva fianco a me, avevamo appartamenti contigui. A lui mi legano bellissimi ricordi. È sempre stato limpido, legato agli amici, ai collaboratori fidati. Basti vedere alla Juve: ha Doveri, che gira come osservatore; c’è Simone Folletti, il preparatore, ferrarese, conosciuto proprio alla Spal e che poi lo ha seguito un po’ ovunque: e Stefanino Grani è stato con Max in ogni tappa».
Lei sarà allo stadio?
«No, la vedrò in tv, come tutte quelle della Spal. Non ne ho persa una. Buona squadra, per fortuna hanno tenuto l’allenatore. Semplici è bravo, gestisce il gruppo, sa cosa fa e dà un gioco. È stato ed è la fortuna della Spal, che se lo tengano caro. Lasciamo perdere stasera, ma la Spal si salva. Max? In queste ore lo sento di sicuro, anche se è già sul pezzo. La Juve stasera non molla, ha il carattere e le qualità del suo allenatore. Il più grande».
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