Ferrara è pronta per la Juve
I tifosi hanno accolto la squadra in stazione e poi al Duca D’Este
FERRARA. Ore 18,34, stazione ferroviaria di Ferrara, binario 5. La Juventus stracolma di fuoriclasse “sbarca” a Ferrara, una tappa (storica) nel percorso da qui alla fine del campionato. Dalle 4 carrozze luccicanti del “Frecciarossa 1.000” Trenitalia destinate al club torinese (giocatori, accompagnatori, intero staff tecnico, staff medico, staff organizzativo, uomini della sicurezza Juventus) scendono, uno ad uno, “pesando” i passi dal treno al pullman. A vederli così, sulla stretta banchina della stazione di Ferrara, inappuntabili nella loro divisa societaria scura, giacca e cravatta, questi semi Dei del pallone sembrano più dei modelli in “alta uniforme” pronti a raggiungere il palcoscenico allungato di qualche famoso stilista. In mezzo al centinaio di tifosi “che hanno saputo”, non resta che riuscire ad intravedere qualcuna di queste facce famose. Il portiere Gigi Buffon col cappellino di lana, respinge l’assalto grazie ai poliziotti e ai carabinieri che lo circondano; tra i più attesi e “cercati” c’è Gonzalo Higuaín, il super bomber. Qualcuno cerca di rovinargli l’arrivo a Ferrara, e grida: “Ciao Gonzalo, forza Napoli!!”. Basta questo per “accendere” l’attaccante che, già sulla scala del sottopasso ferroviario, si ferma e, torvo in volto, lancia una occhiataccia all’indietro. L’organizzazione (società-forze dell’ordine) ha studiato bene la situazione: l’intera spedizione bianconera difatti, attesa all’uscita principale della stazione, viene dirottata, attraverso il sottopasso verso l’uscita secondaria, in via del Lavoro. È il dribbling più riuscito della giornata. Se è il preludio a quelli sul terreno del “Paolo Mazza”, per la Spal rischiano di essere guai sera, questa sera. Sul “retro” della stazione, infatti, è già parcheggiato, a motori accesi, il pullman che accompagnerà la squadra in hotel. Una bella signora cerca Marchisio, ma il suo beniamino è già sul pullman. Le temps passe mon cher, “il tempo se ne va mia cara”, le avrebbe detto Baudelaire. I protagonisti sono loro, i calciatori osannati. Ma un ruolo da coprotagonisti spetta, senza dubbio alcuno, ai bambini: i papà (molto meno le mamme) li guidano verso il campione amato. Qualche click riesce, qualche altro no. Ma è festa lo stesso. Perché alla fine non c’è niente di più bello ed inspiegabile di una fede calcistica. E se Buffon e Marchisio sono i più ricercati in stazione, quando la Juventus arriva nel quartier generale del Duca D’Este è la Joya la star. “Dybala! Dybala! Dybala!”. Tutti appassionatamente per il leader bianconero. Sono in tanti quelli radunati davanti all’albergo di via Bologna. Maglie, sciarpe, striscioni: tutto a fortissime tinte bianconere. Applausi e cori perDybala, in attesa, magari, che l’attaccante bianconero si avvicini ai suoi tifosi che l’hanno aspettato almeno un paio d’ore. In realtà hotel blindato, con pochissima possibilità di poter vedere da vicino i giocatori della Juventus. Alla discesa di giocatori e staff dal pullman, applausi, cori e fotografie nel tentativo di riuscire ad immortalarli da vicino. Dopo tanta attesa, adesso la palla passa al campo.
(ha collaborato
Lorenzo Montanari)
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