La Nuova Ferrara

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«Antenucci il leader E la Spal si salverà»

di Paolo Negri

L’analisi: l’importante adesso sarà mantenere questa mentalità

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FERRARA. Basta il nome: Gigi Pasetti. Una storia calcistica fatta (soprattutto) di Spal e (anche) di Juventus. Doppio ex, tanta - tantissima - serie A. Infatti sabato, in uno dei vari collegamenti pre-partita, pure a livello nazionale si sono affidati a lui per contribuire a presentare la gara del “Paolo Mazza”.

Pasetti, grande terzino anni ’60, Spal-Juventus se l’eè goduta a fondo, in vari aspetti. Fin dalla vigilia:

«Sono andato al Duca d’Este per salutare Mao Trombetta».

Eh già, perchè il friulano - ora nello staff tecnico di Allegri in bianconero - nel 1983/84 e nell’84/85 è stato attaccante della Spal, con Pasetti che insieme a Bozzao era il vice di mister Galeone.

«Mao è la persona brava e gentile di sempre. Gli ho ricordato che Allegri ha imparato dal Gale...».

Poi, il match. Che Pasetti ha preferito seguire da casa, davanti alla tv: «Io diviso? Per niente. Nella Juventus ho giocato un anno, nella Spal ci sono stato per trenta. Fate voi...».

E la partita? Pasetti ha applaudito i biancazzurri: «La Spal ha fatto ciò che aveva espresso già nelle tre precedenti partite, ma alzando ulteriormente il proprio livello. Una grande prova di attenzione, ma non solo».

Un blocco, il gruppo di mister Semplici, ma Pasetti ha individuato il leader: «Antenucci. Super, straordinario. Ti dà la carica, corre, fa tutto. Nella ripresa ha mancato i passaggi che potevano mettere in porta Costa e Paloschi, è vero, ma era stremato, correndo a quel modo per forza perdi un po’ di lucidità, di precisione. Comunque, dopo la possibile partenza estiva, meno male che Antenucci è rimasto, e che gioca. È un trascinatore».

Capace quindi di farsi carico anche dei compagni: «Credo che il suo esempio - sottolinea Pasetti - sia contagioso. Prendete Paloschi. All’inizio era abbastanza statico, adesso non è più come prima ma rincorre, pressa, aiuta a difendere ed a chiudere le linee di passaggio. Contro la Juventus una delle chiavi vincenti è stata proprio questa».

Pasetti approfondisce:

«La difficoltà dei bianconeri è risultata principalmente quella: non ha trovato linee di passaggio, la Spal non ne ha concesse. Juventus sottotono? Ma no, loro sono così. Per l’estetica mi piace molto più il Napoli, però le caratteristiche delle squadre sono diverse. Sabato sera Higuain sembrava anche aver poca voglia di giocare. Globalmente la Juventus ha dato l’impressione di aver fatto poco per vincere, ma credo che i meriti della Spal siano stati nettamente superiori ai demeriti dei bianconeri».

La crescita dei biancazzurri, nell’ultimo periodo, è lampante, sotto gli occhi di tutti:

«È per un insieme di circostante - sottolinea Pasetti -. L’inserimento di Schiattarella come perno del centrocampo si sta rivelando benefico, lui ha carattere, temperamento, personalità, quando serve ti dà anche la legnata. Come Everton Luiz quando è entrato: ha marcato il territorio, e questo è importante. Inoltre, Grassi sta tornando quello che era all’Atalanta, un centrocampista duttile e tecnicamente bravo. Kurtic assicura esperienza e presenza. Aver dato alla Juventus pochissime opportunità per segnare, forse una sola, è titolo di grande merito».

Adesso la corsa alla salvezza, per la Spal, è certamente più aperta di prima: «Devo ammettere - dice Pasetti - che fino a cinque o sei partite fa ero un po’ scettico. Adesso, invece, le sansazioni sono di tenore completamente diverso. La dinamica creata vincendo a Crotone, battendo il Bologna con un’ottima prova soprattutto nel primo tempo, ha innescato tutto il processo di crescita. Lo stesso mister Semplici credo che adesso sia più sereno e tranquillo».

La prova ed il punto con la Juve possono infondere ulteriore fiducia: «Sicuramente, anche perchè la Spal ha sì mostrato attenzione e compattezza ma non dimentichiamo che ha anche giocato, quando c’è stata la possibilità per farlo. Il gruppo è buono e se la squadra saprà andare avanti con questa mentalità, allora penso che potrà salvarsi anche in anticipo sulla fine del campionato. L’importante, ripeto, sarà non smarrire la mentalità che si sta evidenziando, ma credo che ci sia la consapevolezza di tutto ciò. Sono molto ottimista».

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