Ora Cristofori è il re d’Italia «Non mi basta»
Boxe. Parla il neo campione dei pesi welter e rivive il match con Esposito vinto ai punti
FERRARA. Da venerdì sera la cintura italiana dei pesi welter è allacciata sui suoi fianchi. A riportarla in città, sulle orme di Alessandro Duran prima e di Alessandro Caccia poi, è stato Nicola Cristofori, 23enne allievo di Roberto Croce della Ferrara Boxe. Primo assalto subito riuscito, per il già campione italiano neo Pro, che si è imposto ai punti sul più esperto Michele Esposito, co-sfidante varesino che, sul ring di Cernusco sul Naviglio, praticamente giocava in casa. Ma anche il pullman di tifosi partiti da Ferrara per sostenere Cristofori si è fatto sentire, spingendo il beniamino per tutte le dieci riprese. Alla fine, verdetto unanime, con punteggio identico per tutti e tre i giudici: 97-93. Dopo i festeggiamenti, con il team, con la fidanzata e con gli amici, è tempo di analisi, bilanci e uno sguardo al futuro.
Cristofori, una vittoria sudata, con un inizio difficile e fasi alterne...
«Sì, Esposito ha cercato di partire subito forte e mettermi giù, penso fosse quella la sua strategia».
Non sono mancati anche battibecchi sul ring...
«Per lo show un minimo serve anche questo, ma alla fine ci si abbraccia lo stesso. È solo agonismo».
Qualcosa di ripetibile?
«Quasi non mi ricordo, dicevamo cose tipo “vinco io”, “dai, fatti sotto”, niente di che».
Esposito si è innervosito per la tua mobilità di gambe e di tronco, non riusciva a trovarti...
«Sì, dalla fine della terza ripresa in poi ho cercato di muovere di più le gambe, schivare e farmi colpire il meno possibile».
Era la tua prima volta sulle 10 riprese, come sono state le ultime due?
«Dure. Sapevo di essere avanti nel punteggio, ho cercato di restare calmo e gestirle al meglio».
La tua strategia erano i colpi diretti, ma abbiamo visto anche ganci di sbarramento...
«Sì, quella era la parte di strategia che non avevo svelato».
Ora hai la cintura italiana: pensavi fosse più difficile arrivarci?
«No, più dura no, ma ora che sono qua non mi accontento: cercherò di difenderla e poi punterò all’europeo».
Per un match internazionale dovrai crescere ancora molto...
«Sì, è vero».
Per caratteristiche fisiche, al di là del fatto che tu sei mancino, puoi ricordare Alessandro Duran, un maestro di tecnica: hai visto i suoi match?
«Sì, ne ho visti tanti. Ho solo 23 anni, cercherò di fare guanti con gente forte e migliorarmi sempre di più. Similitudini con Duran ce ne sono, il colpo d’occhio, le schivate, il movimento di gambe. Lui dava 50mila pugni, martellava con il jab...».
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