Spal, l’impresa con la Juve figlia della trasformazione con Schiattarella al centro
Il napoletano ha dato nuova dinamica, aggressività, ritmo e rapidità La squadra recupera palla più “alta”. Cionek fondamentale in difesa
FERRARA. Quattro risultati utili di fila sono record stagionale, per la Spal. I biancazzurri non erano mai andati oltre i tre: Genoa, Atalanta, Fiorentina per 5 punti complessivi; Verona, Benevento, Torino, altri 5. Adesso: Crotone, Bologna, Sassuolo, Juventus, 8 punti, media di 2 a gara. Si noti bene: due scontri diretti su due in trasferta, il derby ed i campioni d’Italia a Ferrara. Percorso dall’altissimo tasso di difficoltà. Sabato sera la prestazione contro la Juventus è stata magnifica. Esaltante. Perfetta sotto ogni punto di vista. La Spal, davanti alla squadra più forte in assoluto, ha toccato il proprio apice. Per rendersene conto: ieri da qualche parte è stato sottolineato che in questa stagione i bianconeri prima della gara del “Mazza” non avevano segnato solo al Camp Nou contro il Barcellona, nella fase a gironi della Champions.
Si sostiene da più parti che la squadra di Allegri contro la Spal è parsa sottotono. Può essere. Si può anche esprimere un’opinione personale, sostenendo che nè Pjanic nè Matuidi hanno caratteristiche per giocare in una mediana “a due”, e che Alex Sandro non può fare l’ala perchè se riceva palla con spazi chiusi non ha le doti per saltare l’uomo, mentre partendo da dietro - come terzino, il suo ruolo - può avere campo, stendere la falcata, sfruttare progressione e tecnica. E non è vero che Allegri - stante le assenze di Cuadrado e Bernardeschi - fosse obbligato a quella soluzione: si poteva anche cambiare modulo, con Dybala dietro Higuain e Mandukic, e tre centrocampisti puri nel mezzo. Cosa lo impediva?
Al di là di ciò, la Spal ha avuto meriti immensi. Non ha dato nè spazi nè ritmo di gioco alla Juventus, che ha effettuato solo tre tiri. Il tutto, senza mai rinunciare nè al gioco - fin quando è stato possibile - nè alle ripartenze (le tre potenziali occasioni avute nella ripresa e non sfruttate - errato passaggio di Antenucci per Costa, mancato assist del capitano per Paloschi, Everton che dà a Lazzari anzichè puntare da solo - fanno recriminare). Una perfezione globale che affonda le radici proprio nel punto di partenza di questa serie di quattro risultati utili consecutivi. Dunque, alla gara di Crotone. Quella in cui Schiattarella è stato messo come perno del centrocampo; quella in cui Cionek è rientrato dopo l’infortunio all’occhio.
Premessa, per intenderci: non è questione che uno sia più o meno bravo di un altro, è solo questione di caratteristiche. Schiattarella centrale aveva già comandato il miglior primo tempo pre-Crotone, quello di Verona col Chievo. Rimesso stabilmente lì, al posto di Viviani (schierato col Bologna, per la squalifica del compagno), ha impresso ritmo, dinamica, aggressività, ottima fase difensiva ma anche geometrie, velocità nella trasmissione del pallone. La Spal ha sempre avuto una sua identità, spesso e volentieri ha curato il possesso, ma più di una volta era una circolazione lenta, prevedibile, quindi senza sfogo. L’identità, netta, è stata mantenuta, ma ora è tutto diverso. La fase difensiva inizia già nella metà campo avversaria, con la Juve è stato lampante. Paloschi e Antenucci i primi ad andare a disturbare l’uscita avversaria, sui difensori bianconeri. Così, intanto, si avanza il baricentro. La Spal adesso non attende a ridosso dei propri sedici metri, bensì accorcia in avanti. Schiattarella stesso si è diviso nel lavoro tanto su Dybala quanto su Pjanic. L’argentino ha inventato qualcosa, il meglio lo ha fatto partendo più lateralmente, cosa che gli ha consentito una gran conclusione ed anche di conquistare due punizioni. Ma ha patito sia la mancata collaborazione di Higuain (che mai gli si è fatto incontro per dargli un punto di riferimento, l’appoggio, per proporre l’uno-due), sia la gabbia costruita dalla Spal con lo stesso Schiattarella, l’aiuto di Grassi e dei centrali. E, ancora, la differenza tra i dinamismo del napoletano e il passo di Pjanic è stata stridente.
La Spal si è poi giovata dell’ottima chiusura delle corsie laterali da parte di Costa e Lazzari (quest’ultimo ha compensato così la minor brillantezza offensiva rispetto al solito) e dello straordinario impatto che Cionek ha avuto ed ha sulla retroguardia. Il polacco ha dato marcatura, aggressività, anticipo. Mai intimidito, sempre durissimo (ma corretto) sull’uomo.
Mister Semplici nel momento più complicato della stagione ha raggiunto l’equazione vincente. Da Crotone (con Schiatta in mezzo, col ritorno alle due punte, col rientro di Cionek, con la lievitazione di Grassi) è un’altra Spal. Antenucci il leader, con l’esempio. Il gruppo funziona all’unisono. Con la Juve il capolavoro. Ora bisogna insistere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
