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Il ritorno di Maghini rilancia la Copparese «Merito della squadra»

COPPARO. La Copparese al completo vinceva. Molto. Poi, lui s’infortuna: due mesi, più o meno, fuori. E la Copparese non vince più. È rientrato la scorsa settimana, nelle tre partite in sette giorni...

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COPPARO. La Copparese al completo vinceva. Molto. Poi, lui s’infortuna: due mesi, più o meno, fuori. E la Copparese non vince più. È rientrato la scorsa settimana, nelle tre partite in sette giorni ha pure segnato e i rossoblù le hanno vinte tutte. E la terza è stata la vittoria a Medicina. A proposito: il miglior attacco della Promozione, non è riuscito a segnare (sia all’andata sia al ritorno) alla Copparese. L’unica che ha questo vanto. Nico Maghini non è solo un portafortuna, ma un giocatore di grande importanza nell’economia rossoblù. Un ragazzo molto giovane ma di grande maturità.

A Medicina sei uscito anzitempo: come vanno i muscoli?

«Bene, bene... Ero a pezzi e, con l’espulsione di Gessoni, il mister ha preferito tenere in campo un giocatore più fisico come Fyda. Prima giocavamo di ripartenza, poi abbiamo controllato. Per quanto mi riguarda, va tutto bene: sto seguendo un percorso anche di esercizi personalizzati e lo seguirò fino alla fine dell'anno».

Sei fondamentale nel quadro della Copparese...

«Ho sempre giocato punta o esterno. Questo ruolo da esterno è efficace. Mi piace molto giocare punta e segnare, ma sono fermo a sei gol. Però vado a vedere le statistiche e ho una quindicina di assist e questo riempie di soddisfazione. La squadra gira, sei importante, lavori per gli altri e gli altri lavorano per te. Comunque, spero di arrivare a dieci gol».

Copparese, cresciuto nell’Invicta, dieci anni di Spal e poi?

«E poi nella Primavera non mi trovavo. Ho chiesto di andare a giocare con i “vecchi”, in serie D. A Legnago, però, brutta annata, due presenze e infortunio. Quest’anno avevo diverse possibilità, ma per la scuola e per il fatto di giocare a casa ho fatto questa scelta. Poi vedremo. Scelta importante, con un gruppo fantastico di amici che giocano uniti (grande lavoro anche degli allenatori). A inizio campionato davamo spesso sberle a tutti, e vedevamo che gli avversari si disunivano, finivano per giocare da soli, senza aiutarsi. Noi abbiamo sempre giocato di squadra ed è essenziale continuare a farlo. Le prossime gare? Noi siamo abituati a considerare tutte le partite una finale, e a dare il massimo, senza paura, con l’animo giusto. E cercheremo di andare avanti così fino alla fine».

Alessandro Bassi

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