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Alex e una squadra che ferma le stelle Come faceva Oliva

di Marco Nagliati
Alex e una squadra che ferma le stelle Come faceva Oliva

FERRARA. Lo sport della vita lo commenta su Fox Sport; la passione, invece, la segue direttamente al Mazza o in televisione. Alessandro Duran è energia pura. Danza come fosse ancora sul ring,...

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FERRARA. Lo sport della vita lo commenta su Fox Sport; la passione, invece, la segue direttamente al Mazza o in televisione. Alessandro Duran è energia pura. Danza come fosse ancora sul ring, saltellando tra variegati impegni: la palestra (Pugilistica Padana), l’organizzazione del Memorial Duran (sabato al PalaPalestre), l’attività giornalistica. Scorrazza in bici per Ferrara ma, quando gioca la Spal, si ferma e tifa. Analizza e commenta.

Duran, meglio la D’Amico o la Leotta?

«Diletta Leotta è più giovane, però su Sky conduce il programma sulla serie B. Meglio Ilaria perché si occupa della serie A».

Categoria alla quale la Spal sente di appartenere un po’ di più dopo il pari con la Juve.

«È stata una grande Spal dal punto di vista caratteriale, della mentalità, della preparazione fisica e della tattica. Normale che abbia pensato di annullare la Juventus, mica si poteva pretendere che dettasse legge andando all’attacco. I bianconeri non si sono espressi sui loro soliti livelli: merito dei biancazzurri. A Ferrara, le stelle sono rimaste a guardare grazie alla grandissima forza mentale degli spallini».

Semplici a febbraio ha rischiato la panchina. Reggendo alla tempesta un mese dopo ha collezionato due vittorie e due pari.

«Nelle poche occasioni in cui gli ho parlato mi è piaciuta la signorilità dell’uomo. In tribuna gli rimproverano quel suo gesticolare con le mani indicando “calma, calma...”. Ma sbagliano: il mister non vuole dire non andate all’attacco, bensì ragionate e fate le cose con lucidità. È stato sulla graticola ma non ha mai perso l’equilibrio».

A Crotone la porta girevole che ha modificato il destino...

«Significativo che dopo il primo gol di Antenucci tutta la squadra sia corsa verso la panchina abbracciandolo».

Lei sostiene che non si può rinunciare a Borriello.

«È stato l’investimento più importante dell’estate, si tratta del giocatore maggiormente esperto di serie A e che l’anno scorso ha realizzato 16 gol a Cagliari. Credo si debba fare tutto il possibile per recuperarlo e non farlo diventare un capro espiatorio. Altrove giocavano per lui, può essere che per questo alla Spal sia stato in difficoltà. Di certo non può fare il lavoro di Antenucci. Si tratta di riflessioni, però, di chi sta all’esterno e non vive dentro lo spogliatoio. Se i problemi sono altri è ovvio che il quadro muta».

Come vede la Spal al rush finale?

«Col morale alto, anche se va detto che l’entusiasmo non è mai mancato. Pure nei momenti difficili Ferrara è stata da Champions quanto a passione ed incoraggiamento. Del resto la curva era super anche con la squadra in serie C».

Fiducia scontata quindi?

«Il calendario apparentemente s’è semplificato. Decideranno i faccia a faccia: al Mazza vanno battuti Chievo e Benevento. A Verona non si deve perdere. Poi 3-4 punti vanno raccolti in giro per l’Italia. La difesa s’è rafforzata con Cionek e grazie al cielo che questa estate Antenucci è rimasto. Però, ragazzi: dietro l’angolo ci sono Genoa e Atalanta e sarà durissima. Gare terribili».

Se la Spal fosse un pugile?

«Sarebbe Patrizio Oliva (oro olimpico a Mosca ’80 e da pro mondiale superleggeri; ndr): sapeva annullare il talento dei rivali, togliendo le loro qualità e portando il match sul piano tecnico che voleva lui».



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