Salta una società del patron Li La Procura apre un fascicolo
MILANO. C'è un fascicolo aperto in Procura a Milano con al centro i flussi finanziari, o almeno una parte di essi, che hanno portato nell'aprile dello scorso anno alla vendita del Milan, passato...
MILANO. C'è un fascicolo aperto in Procura a Milano con al centro i flussi finanziari, o almeno una parte di essi, che hanno portato nell'aprile dello scorso anno alla vendita del Milan, passato dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle dell'imprenditore cinese Yonghong Li per 740 milioni di euro e l'utilizzo di fondi offshore. Si tratta di un fascicolo iscritto nel «registro degli atti non costituenti notizia di reato», senza ipotesi di reato, dunque, né indagati. «Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita del Milan», aveva spiegato ai cronisti, lo scorso 13 gennaio, il procuratore di Milano Francesco Greco, dopo che era uscita la notizia di un'inchiesta. Ieri si è saputo che il dipartimento guidato dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale ha raccolto un rapporto della Gdf che contiene tre «segnalazioni di operazioni sospette». Ad ogni modonon sarebbero state effettuate rogatorie o altre attività d'indagine. Il Tribunale del popolo di Shenzhen ha dichiarato il fallimento della Jie Ande, la società cassaforte di Li, il quale un mese fa aveva dichiarato che «la situazione relativa a tutte le mie risorse personali è sana, e sia il Club sia le mie società, stanno lavorando regolarmente». Da ambienti del Milan, però, si fa notare che Jie Ande è un brand già tolto dalle garanzie e sostituito. Le tre segnalazioni erano state raccolte in una relazione di una decina di pagine consegnata al procuratore aggiunto De Pasquale. Le 'sos', in particolare, sono segnalazioni che banche, intermediari finanziari o altri operatori del settore, anche professionisti, sono tenuti ad inviare all'Uif di Bankitalia quando «sanno, sospettano o hanno ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo». Gli inquirenti stanno valutando come procedere nelle indagini. Per vicende di questo tipo «così fumose e complicate», aveva chiarito già due mesi fa il procuratore Greco, «dove non si sa quali siano le parti in causa, non si procede subito alle iscrizioni».
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