Bolt show, tunnel e gol nell’allenamento col Borussia Dortmund
DORTMUND (Germania). Un tunnel con l'esterno sinistro, accarezzando il pallone, e due gol: uno di testa spalle alla porta e uno su rigore, con un piattone che spiazza il portiere. Usain Bolt si...
DORTMUND (Germania). Un tunnel con l'esterno sinistro, accarezzando il pallone, e due gol: uno di testa spalle alla porta e uno su rigore, con un piattone che spiazza il portiere. Usain Bolt si presenta così al pubblico del Borussia Dortmund e i tifosi si spellano le mani per applaudirlo a più riprese. In 1.500 sono accorsi per il suo battesimo pubblico col calcio vero, sul campo dove lavora la squadra giallonera, che da anni naviga nei quartieri alti della Bundesliga. Il pluriolimpionico giamaicano, in due ore, ha dispensato buone giocate, anche se a fine sessione è apparso provato. Giacca della tuta gialla, calzamaglia nera, copricollo per difendersi dal clima pungente della Renania-Westfalia (4 gradi), Bolt ha eseguito alla perfezione le direttive dell'allenatore Peter Stoeger. L'ormai ex velocista ha prima svolto il riscaldamento con i compagni, quindi ha partecipato alla partitella a ranghi misti su una porzione ridotta di campo. Non si faceva fatica a individuare la sua sagoma fra i giocatori del Borussia Dortmund, che sembravano nanetti in campo. Bolt ha svariato in ogni ruolo e, quando gli è arrivato un pallone dalla destra, lo ha girato di testa - palesando una buon fiuto del gol - alle spalle del portiere. Poco prima, nel ruolo di playmaker, il giamaicano si era pure concesso un tunnel, rimediando a un controllo sbagliato ed evitando così di perdere pericolosamente il controllo del pallone. La seconda segnatura è arrivata su rigore, con un piattone sinistro che ha spiazzato il portiere, mandando il pallone quasi nell'angolo a mezz'altezza. Applausi da parte dei tifosi, ai quali poi Usain si è concesso firmando decine di autografi. «Mi sono molto divertito - ha detto Bolt - ringrazio tutti i giocatori: sono stato accolto benissimo. Non sono al top della condizione, la tenuta sarebbe stato il problema più grande per me, visto che non potevo fare certi movimenti in modo veloce. Ma è stata una grande esperienza, ho imparato cose nuove e ora so cosa fare per migliorarmi». «Comprende gli schemi, ma in sole due ore non era facile capire che futuro potrà avere nel calcio giocato», ammette Stoeger.
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