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Joshua contro Parker Un ferrarese dirige lo scontro tra titani

di Marco Nagliati
Joshua contro Parker Un ferrarese dirige lo scontro tra titani

Sabato 31 la sfida che riunisce le quattro cinture mondiali A Cardiff davanti a 70.000 spettatori arbitra Quartarone

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FERRARA. Un ferrarese tra i titani. Forti, terribili. Possenti nel loro incedere: l’inglese Anthony Joshua (venti vittorie su venti match da professionista, tutte per ko) e il neozelandese Joseph Parker (ventitrè successi, dei quali diciotto prima del limite, e zero sconfitte). L’appuntamento per il match dell’anno è fissato: sabato 31 marzo al Principality Stadium di Cardiff davanti a oltre 70.000 spettatori. In palio la riunificazione delle cinture mondiali dei massimi. Joshua detiene quelle di Wba, Ibf e Ibo. Ha appena piegato l’inossidabile Wladimir Klitschko davanti ai 90.000 di Wembley. Parker è il re della Wbo. Potenza pura (il neozelandese) contro la rapidità del britannico.

Sul ring, a dirigere e gestire questa dinamite diffusa, Giuseppe Quartarone. Bolognese di nascita, ferrarese d’adozione (ha sposato una nostra concittadina) e residente a Santa Maria Maddalena. Un orgoglio per il movimento estense, una responsabilità per lui. «Di sicuro il carico che mi assumo è notevole - raccontava ieri Quartarone -; con tutti questi riflettori puntati c’è un impegno emotivo che non va sottovalutato. Devo condurre in porto e bene questo spettacolo. Ho già diretto dieci mondiali, ma la chiamata per questo evento è giunta inaspettata. Di solito per match di tale portata gli enti pugilistici preferiscono arbitri statunitensi o inglesi». Invece, ecco il ferrarese. Cui esperienza e considerazione mondiale non mancano. Giuseppe ha 57 anni, è diventato arbitro nell’86. Internazionale con l’Ebu (ente europeo) nel 2001. Dirige combattimenti iridati dal 2006. Non è un novellino. «Sono sempre stato un appassionato della nobile arte - racconta -; da giovane ho praticato la boxe. Ero un welter. Smessi i guantoni sono rimasto sul ring con un altro ruolo». E le soddisfazioni sono arrivate a raffica. Salendo sempre di più: tricolori, europei, mondiali. Ha “amministrato” duelli cui erano in scena tipetti tosti quali Martin Murray, Scott Quigg, Matthew Macklin, Kid Galahad, Jurgen Braehmer. Quando la Wba ha presentato al British Board la lista degli arbitri candidati a dirigere Joshua-Parker, la scelta italiana è stata unanime. «Una soddisfazione enorme dopo tanta gavetta - sussurra Quartarone -; un contesto come quello di Cardiff sarà incredibile». Per lui, finora, 180 match internazionali gestiti. Lo spessore c’è. E Ferrara si illumina. «In città c’è un movimento vivace, frizzante. I Duran sono bravissimi, instancabili. Stanno facendo crescere le nuove generazioni di professionisti. Poi c’è Cristofori del maestro Croce. E non dimentico Caccia che ha già fatto qualcosa di importante. Ferrara c’è».

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