Sagan fa il tris, lacrime di rabbia per Viviani
Ciclismo. La Gand-Wevelgem allo slovacco che beffa l’oro di Rio nella volata della classica belga
WEVELGEM (Belgio). Ci sono i pugni levati al cielo di Peter Sagan e ci sono i pugni sul manubrio di Elia Viviani. La sintesi dell'80ª edizione della Gand-Wevelgem, la classica del nord che apre la settimana “santa” del ciclismo, e che proseguirà a Pasqua con il Giro delle Fiandre, sta tutta qui, in quella volata infinita che ha visto per la terza volta trionfare il campione del mondo su uno sconsolatissimo Viviani che subito dopo il traguardo, seduto a terra, si è lasciato andare a un pianto irrefrenabile. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una carriera fin qui già prestigiosa (per lui l'oro in pista ai Giochi di Rio) ma il problema per il portacolori della Quick-Step Floors non sono stati tanto le pietre e i muri da scalare o le terribili salite sul Catsberg (pendenza massima al 22%), il Kokereelberg, lo Zwarteberg o Le Ravensberg, quanto la maglia iridata del campionissimo slovacco (Bora-Hansgrohe), che qui aveva già vinto due volte (2013 e 2016) e anche ieri imprendibile. Al termine dei 250 km il tre volte iridato, a 300 metri dalla linea del traguardo, ha avuto la lucidità di accorgersi che Viviani era rimasto chiuso ed è partito come una saetta sul lato opposto della strada. Il veronese se ne è accorto e ha tentato l'impossibile rimonta, ha recuperato posizioni, superato tutti tranne il campionissimo slovacco che lo ha bruciato di un metro sul traguardo. Un finale davvero spettacolare ed elettrizzante che ha lasciato l'azzurro davvero amareggiato, con un gesto di stizza sul manubrio appena varcato il traguardo, senza parole e con la sola voglia di piangere. Viviani ha a sua volta preceduto Arnaud Demare (Groupama-Fdj) e Christophe Laporte (Cofidis-Solutions credits); 7° Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), solo 14° il vincitore dell'anno scorso, il belga Greg Van Avermaet (Bmc Racing Team). Prima della volata finale, la corsa si è caratterizzata per la lunga fuga di sei corridori, per poi entrare nel vivo a una ventina di chilometri dal traguardo quando un mini-gruppo di 23 corridori si è giocato la volata.
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