Spal, dalla Vecchia Signora al pericolo del Grifone
Gustato fino in fondo il pari con la Juventus adesso è tempo di voltare pagina. I prossimi turni saranno duri: prima il Genoa, poi la Dea. E si scalda Everton Luiz
FERRARA. L’appagante onda lunga della serata glamour con la Vecchia Signora, da oggi va messa nel cassetto dei ricordi. La Spal ha giustamente assaporato fino in fondo, nel profondo, il pareggio di sabato 17 marzo con la Juventus. Un punto che ha galvanizzato l’ambiente e puntellato la classifica, considerato che si è aggiunto a quelli incasellati con il colpo a Crotone, la stilettata nel derby col Bologna e l’adrenalinica gara al Mapei chiusa sull’1-1. Complice anche la sosta per gli impegni delle Nazionali, in casa biancazzurra ci si è cullati a lungo sull’ultimo match del Mazza. Ora, però, si gira pagina. La serie A entra nella volatona decisiva: nove partite da masticare in due mesi. E i ragazzi di Semplici, certamente in crescita (autostima, compattezza, fisicità, tattica...), sono attesi a stretto giro di posta da una serie di partite durissime.
Se la Juve era una scalata impossibile, diventata possibile in una di quelle serate in cui la magia si fonde con il cuore di una città, la trasferta di Genova e l’arrivo dell’Atalanta sono missioni in cui si va a sfidare la storia. La provincia del pallone, negli ultimi anni, a Marassi e nel grembo della Dea è stata sostanza. Il punto strappato ai bianconeri avrà un valore assoluto soltanto se la Spal saprà continuare ad andare oltre i propri limiti. Diciamolo: il calendario non aiuta. I prossimi giri di valzer non sono contro top team, epperò rappresentano passi impegnativi. Ah, dopo i bergamaschi c’è Firenze e il 18 cade la partitissima con il Chievo. Chiusa la parentesi stellare, la Spal è attesa dal duro pane del sottobosco pallonaro. Ed è lì che i biancazzurri dovranno conquistarsi il timbro sul passaporto salvezza. E se è vero che il Genoa è attardato in classifica (seppur con una robustezza d’organico evidente), negli ultimi due anni l’Atalanta ha volato alta sui cieli italiani ed europei. Basti il 5-0 inflitto al Verona al Bentegodi, nell’ultima uscita agonistica, per definire lo stato dell’arte nerazzurro.
Dunque, sabato alle 15 viaggio estense in casa Genoa. Rossoblù con 5 lunghezze di vantaggio sugli spallini, non ancora salvi ma relativamente tranquilli dopo l’arrivo di Ballardini. Grifone che vanta una delle difese più impenetrabili della massima serie, nonostante una graduatoria di medio-basso livello. Per Antenucci e compagni, dopo la grande muraglia juventina, ecco un altro panzer da perforare. Va detto che il Genoa funziona meglio fuori che in casa, logico: sa difendersi ma stenta ad attaccare (21 gol contro i 28 spallini). E ora ha perso pure Galabinov. Mister Semplici dovrà rinunciare al tosto Kurtic per squalifica, potrebbe inserire il nerbo di Everton Luiz e non spostare Schiattarella dal centro. Quando un meccanismo funziona, meglio toccarlo il meno possibile.
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