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Coach Bonacina a pugni chiusi ma senza sbottonare la giacca

Coach Bonacina a pugni chiusi ma senza sbottonare la giacca

Direttamente dal letto alla tribuna del palasport, la tortura è dolce per i tifosi della Bondi. Pratica sadomaso a cui ormai siamo abituati, in onore dello zero virgola qualcosa di share sul canale...

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Direttamente dal letto alla tribuna del palasport, la tortura è dolce per i tifosi della Bondi. Pratica sadomaso a cui ormai siamo abituati, in onore dello zero virgola qualcosa di share sul canale Sportitalia, che a Ferrara affonda la lama televisiva nel burro con voluttà. Ma ben venga se i risultati sono questi e ancora meglio se l’introduzione dell’ora legale intensifica la goduriosa sofferenza. D’altronde era un mesetto che non si vedevano i nostri eroi scalpicciare sul parquet di casa. Una di quelle latitanze che ingolosiscono.

L’attesa è stata ottimamente ripagata, perché la squadra ha sciorinato la prestazione ideale. Coesa, determinata, senza fronzoli. Lasciando alle spalle i dubbi riemersi a galla dopo le infruttuose e deludenti trasferte di Treviso e Trieste: vuoi vedere che ci si è dimenticati come si fa a vincere? Invece no, appena smaltita la palla a due, lo start è quello giusto, Cortese e compagni dribblano come fossero birilli gli uomini di Dalmonte. Solo all’inizio del terzo quarto un break di 8-0 in favore di Verona riserva qualche brivido, poi rimarginato con gli interessi. Il “mamma, butta la pasta!” di petersoniana ascendenza, mai come in questo caso azzeccato, coincide con la bomba sulla sirena di capitan Ricky da metà campo: ci vuole un fisico bestiale e soprattutto un fondoschiena da fortunelli, certo, però giù il cappello, voi che ci provate da una vita. Pugni chiusi pure per Bonacina, senza mai che al coach-modello quella giacca si sbottoni, nemmeno per sbaglio: è arrivata primavera Andrè, fa caldo!

Tornato con la luna sincronizzata al punto giusto, Mike Hall lascia il parquet al grido “four more!” e mette le dita in mostra: ne mancano quattro di partite, poi si tira una riga e si sbircia chi andrà ai playoff. Le avversarie non sembrano correre in quinta, gli scontri diretti tutto sommato sorridono: ce la si può fare. Sabato all’ora di cena prepariamo la tavola, arrivano i vecchi amici-nemici di Roseto e non vorranno fare la parte degli agnelli pasquali. Anche all’ostacolo in apparenza più sormontabile bisogna saltare in groppa, prima di digerirlo.

Fabio Terminali



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