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Panchina d ’argento per mister Semplici «Ringrazio la Spal»

di Marco Nagliati
Panchina d ’argento per mister Semplici «Ringrazio la Spal»

Il tecnico premiato dai colleghi per la vittoria della serie B A fine cerimonia poche battute poi è imposto il silenzio

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FERRARA. Sono le 13.03 di ieri quando, a Coverciano, Leonardo Semplici registra un plebiscito: la panchina d’argento è sua. Merito della promozione conquistata l’anno scorso: la Spal in serie A a 49 anni dall’ultima gara nella massima serie. Tanta roba. Nella casa dell’Assoallenatori, il biancazzurro riceve 28 voti e viene ritenuto il miglior trainer della scorsa serie B. Dietro di lui Baroni (6 segnalazioni) e Pecchia (3). Per Mister Easy è la seconda volta sul palco: l’anno scorso per avere domato la C, adesso per essere stato il padrone della cadetteria. «Condivido il premio con il mio staff - dice a caldo -, ma soprattutto lo dedico ai miei giocatori che mi hanno permesso di essere qui». Subito dopo riflettori su Max Allegri: la panchina d’oro va al conducator della Juventus. E mentre il Conte Max parla di Napoli e scudetto, Semplici si concede ad alcune selezionate emittenti nazionali. Accetta i taccuini di qualche sito web. Disquisisce sul duello tra bianconeri e partenopei, dice la sua sul possibile futuro c.t. azzurro. Analizza la battaglia per l’Europa League tra Lazio, Inter, Roma e Milan. Infine, due battute sulla corsa salvezza che lo vede protagonista: «Per noi è ancora lunga. Ogni domenica è importantissima, ma già il percorso che abbiamo fatto ci ha dato forza, fiducia e autostima. Dobbiamo continuare così, cercando di portare a casa dei buoni risultati». Ecco, proprio due battute perché poi la società gli impedisce di allargare il concetto. Magari un pensiero a Ferrara, verso i tifosi... Da oggi porte chiuse al Centro Fabbri e silenzio. Imperativo.

Le competitor

Lotta salvezza che richiede la massima concentrazione e già tra comparsate per il merchandising e premi portati a casa, il bonus distrazioni in settimana è stato esaurito. Sabato alle 15 a Marassi c’è un Genoa in attesa per un faccia a faccia decisamente spinoso. Non privo di guai, invero, il Grifone. Galabinov ha riportato una lesione muscolare con la nazionale bulgara, Taarabt è ancora alle prese con una distorsione alla caviglia. Niente gioie alla sosta, insomma, per i rossoblù. L’altro giorno in amichevole s’è rivisto Pepito Rossi, in realtà toccherà a Lapadula: costo 13 milioni di euro, 831’ minuti giocati e la miseria di 2 reti entrambe su rigore. Per il Genoa saranno sette giorni di fuoco (Spal, Cagliari e Sampdoria tutte in casa) con poco attacco e tanta speranza che la difesa regga come sta facendo da un paio di mesi. Di certo, tra le competitor della Spal, il rossoblù è il colore che sta meglio in chiave salvezza. Il Cagliari, per dire, è rimasto con la testa sopra il pelo dell’acqua vincendo a Benevento con due reti oltre il 90’. Più buona sorte che bravura. Non sta benissimo, tutto sommato. Tant’è che sabato col Torino è ad un bivio: se vince dimentica le ambasce di bassa classifica, se perde rimane nei guai. Dalla barella a Barella: toccherà ancora a lui sostituire Cigarini, il leader di centrocampo che manca ai sardi causa infortunio.

Lavori in corso e spavalderia

«Testa al Napoli, al Chievo penseremo poi» sussurrava ieri mister Iachini del Sassuolo, preferendo rinviare di qualche giorno le riflessioni sul match più importante (con i clivensi). «Stiamo portando avanti progetti tattici differenti, di settimana in settimana lavoriamo per questo, anche per cambiare a partita in corso». Molto più sicuro di sè Zenga, che stimola il Crotone: «La nostra classifica non rispecchia i valori che abbiamo mostrato in campo. Sono convinto che la classifica non sia quella giusta per quel che abbiamo fatto vedere sul piano del gioco». Sabato gli tocca la Fiorentina al Franchi.

Le veronesi

Il Verona, che in estate puntava sui veterani (Cerci, Pazzini e Cassano), ora prega per un miracoloso recupero del 18enne Moise Kean: lesione tendinea alla coscia destra, rientro previsto per maggio. L’Hellas spera in un recupero più rapido, magari per il big match del 29 aprile con la Spal. Infine, l’aria della coda l’annusa un Chievo che s’è arenato: 11 ko nelle ultime 14 partite. Forse è quello che sta messo peggio. La Spal l’attende al Mazza il 18 aprile. Sarà un mercoledì di passione.

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