Masi Torello, un carico d’affetto per la Spal
Poluzzi e Grassi hanno incontrato gli studenti del paese Raccontando sogni ed emozioni. Presente anche Colombarini
MASI TORELLO. Il percorso della Spal al fianco dei giovani studenti impegnati nei vari plessi scolastici ferraresi ieri ha fatto tappa nel cuore della provincia ed esattamente a Masi Torello, in un territorio significativo per la società biancazzurra. Tra i presenti all’incontro con i ragazzi della scuola secondaria di Primo Grado c’erano anche il patron Simone Colombarini e la moglie Elisa, che hanno simbolicamente abbracciato tutti gli studenti delle cinque classi partecipanti, compresa ovviamente la loro figlia Agata. La scuola e il municipio, in quel di Masi Torello, sono sostanzialmente un corpo unico e per questo motivo le classi (accompagnate dalla coordinatrice Cristiana Corelli) si sono recate nella gigante sala consigliare dove ad attenderli c’era il sindaco Riccardo Bizzarri e i due tanto attesi calciatori spallini, Alberto Grassi e Giacomo Poluzzi.
Ammirazione e applausi
Applausi, grida e sguardi di ammirazione sono stati l’ antipasto di una bella mattinata che è decollata definitivamente con le numerose curiosità che gli stessi bambini hanno posto - per essere poi soddisfatte - ai due rappresentanti dello spogliatoio biancazzurro. «L’emozione più bella fino a questo momento - ha risposto come prima cosa Grassi - è stata il gol che ho segnato nel derby con il Bologna. Era da tempo che volevo segnare e farlo in una partita del genere mi ha reso felicissimo».
«Contro la Juve - ha proseguito il centrocampista spallino in maglia 88 - abbiamo raccolto un punto molto importante per la nostra classifica: nessuno si aspettava un risultato del genere perché giocavamo contro una squadra che è ancora in lotta dentro a una competizione come la Champions League. Il segreto è stato lavorare bene durante la settimana e il risultato sperato alla fine è giunto». Poi, ecco domande sulle sensazioni di essere a Ferrara e una battuta sul pubblico estense: «Quando avevo la vostra età - dice Grassi rivolgendosi ai ragazzi della scuola - sognavo di diventare un giocatore di serie A. Sono riuscito ad arrivarci e spero di contribuire alla salvezza della Spal per farla rimanere in questa categoria. Durante la scorsa estate volevo venire qui a tutti i costi perché sapevo che la società era molto ambiziosa e il progetto mi ha subito coinvolto. La Ovest? Per noi è l’arma in più. I tifosi ci danno una spinta incredibile e sembra davvero che la gente scenda in campo assieme a noi».
I ricordi
Grassi poi, sollecitato dalle curiosità dei giovani, si è lasciato andare a qualche ricordo del passato: «Sono cresciuto a Bergamo e ho avuto la fortuna di esser sempre vicino a casa. Ovviamente però ci sono stati tanti sacrifici da fare che però ripeterei altre mille volte. L’amore per il calcio è sempre stato una cosa che mi ha fatto vivere con gioia: ero perso per Shevchenko e per il Milan e devo dire che quando sono entrato da calciatore sul prato di San Siro per la prima volta mi sono commosso».
Sacrifici e diploma
Anche Giacomo Poluzzi ha manifestato i suoi ricordi davanti ad una platea molto attenta: «Cambiare squadra e luogo praticamente a ogni annata sin da giovanissimi non è stata una cosa facile. Nella mia testa però ero convinto di poter arrivare a coronare il sogno del calcio. Tuttavia a diciassette anni non avevo certezze e tra mille sacrifici sono riuscito a ottenere un diploma scientifico che a mio avviso era un dovere nei miei confronti e nel rispetto dei miei genitori. L’arrivo alla Spal? E’ stato il coronamento di un sogno perché in cuor mio ci speravo da sempre».
Il patron
Prima della benedizione di don Giuseppe Crepaldi, anche il patron Simone Colombarini ha espresso qualche concetto catturando la massima attenzione dei ragazzi: «Solo con il lavoro e con l’impegno si ottengono i risultati e la nostra avventura in biancazzurro ne è un esempio. Dal 1993 abbiamo iniziato questo viaggio con la Giacomense scalando categorie su categorie e arrivando sino al calcio professionistico. Siamo approdati a Ferrara con tante aspettative, riuscendo a coronare un sogno. Il nostro spirito e la nostra mentalità sono rimasti sempre gli stessi, nonostante l’evidente crescita del nostro mondo sia sotto l’aspetto sportivo che sotto quello organizzativo. Qualche errore l’abbiamo commesso anche noi, ma è proprio dalle sbavature che siamo stati capaci di imparare».
Alessio Duatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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