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Quando la Mangiaebevi trionfò nella gara giusta

di DAVIDE BERTASI
Quando la Mangiaebevi trionfò nella gara giusta

Il primo anno in A2 con Ebeling e Jordan, la sconfitta a Ferrara all’ultima giornata Ma a Livorno, in un palazzetto colmo di rosetani, arrivò la grande impresa

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A ogni vigilia di sfide cestistiche con Roseto, non riesco a soffocare i ricordi e quel sentimento di nostalgia, che mi porta con la mente là, lontano, a 35 anni fa, al marzo del 1983.

Era il primo anno di serie A2 per Ferrara, conquistata la stagione prima, ancora al Palazzo delle Palestre di Porta Catene, dalla Moto Malaguti: campionato di noviziato, vissuto sempre nelle retrovie, con alcuni grandi exploit, come le vittorie a Caserta, per 100-92 sulla Indesit di Oscar, e a Napoli, sulla Seleco di Johnson e Woods, e diverse sconfitte interne con avversarie più alla portata.

Con l’ultimo posto già assegnato alla Farrow’s Firenze, fanalino di coda con soli 8 punti e ben 13 sconfitte interne su 15 partite, la Mangiaebevi, reduce da una bellissima vittoria sulla Recoaro Forlì e salita a 20 punti in graduatoria, a due giornate dalla fine, ne manteneva quattro di vantaggio sulla Coverjeans Roseto, ferma a 16, e già battuta all’andata, in Abruzzo, un mercoledì di dicembre, per 87-83. Giusto un po’ di timore destava lo scontro diretto a Ferrara, all’ultima giornata.

Sabato 5 marzo, i biancoverdi estensi furono di scena a Udine. C’era la differita su Rai Due, a quei tempi, attorno alle 23.30, dopo una trasmissione parecchio celebre, che in molti sicuramente ricorderanno: Il Cappello sulle Ventitrè, con Rosa Fumetto, indiscussa protagonista.

Quel penultimo turno non arrise ai ragazzi di Calamai. L’Apu Udine s’impose per 100-91 sui biancoverdi estensi e il giorno dopo non arrivò nessun regalo, sotto forma di salvezza matematica: la Sav Bergamo di Charlie Recalcati, infatti, già promossa aritmeticamente in A1, si arrese 97-88 sul campo neutro di Pesaro (tanto per cambiare, il Pala Maggetti era squalificato, per incidenti), alla Coverjeans Roseto.

Gli abruzzesi, allenati da Bruno Boero, salirono a 18 punti in classifica, a due sole lunghezze da Ferrara, con lo scontro diretto in terra estense alle porte.

Quella domenica, 13 marzo, la zona del palasport venne chiusa al traffico fin dalla tarda mattinata: 1000 rosetani fecero rotta su piazzale Atleti Azzurri d’Italia, per spingere la loro squadra verso l’aggancio in classifica, che poteva significare spareggio.

Ricordo ancora che mio padre, che mi accompagnò quella domenica, fu costretto a parcheggiare in niale Krasnodar: il palazzetto era una bolgia, con gente ovunque, come, peraltro, in quegli anni era d’abitudine.

Fu una partita orribile: la Mangiaebevi finì sotto di 20 punti, e rimontò solo per il tabellino, che segnò un 70-81 finale per gli ospiti. Era spareggio. Con il morale sotto i tacchi.

La Lega designò l’Ardenza di Livorno, come sede di quella che, probabilmente, per il basket di casa nostra, è stata la madre di tutte le partite.

Domenica 20 marzo 1983, alle ore 17.30, in riva al Tirreno, arrivarono quasi 3000 rosetani. Alcuni tifosi biancoverdi sostennero di aver avvistato anche un pullman pieno di jeans per gli arbitri.

Da Ferrara, partirono in 1000, accolti dai sampietrini dei livornesi di sponda Pielle, gemellati coi rosetani, che colpirono un pullman, ferendo alcuni ragazzi.

Ma in campo, non ci fu partita: fu dominio assoluto. I valori della domenica precedente vennero completamente ribaltati. Calamai fece correre la squadra, Bimbo Monari ne mise 26, Ebeling, Jordan, Sanguettoli, Albertazzi e Bonora spazzarono via lo spauracchio Roscoe Pondexter (finito, anni dopo, a fare la guardia nella prigione californiana di Cormoran, dove pare si sia pure macchiato di un delitto), e con lui i vari Fortunato, Stama, Speicher, Maggiotto.

La Mangiaebevi trionfò 96-84.

Ho ancora nella mente, uscendo dal Pulcinella, che era allora in via Borgo dei Leoni, la carovana di pullman, rientrati a Ferrara, che transitando dopo mezzanotte, ai 4S, con le bandiere biancoverdi fuori dai finestrini, raccolsero, strombazzanti, i saluti dei tifosi rimasti a casa e assiepati davanti alla Libreria Taddei, alla Perugina, alla 012, a Pistelli e Bartolucci, sotto la Camera di Commercio.

Domani, 35 anni dopo, ci attende un’altra sfida fondamentale contro Roseto, per continuare a coltivare il sogno di partecipare ai playoff per la Serie A1. Sarebbe bello che anche i 1000 di Livorno fossero tutti lì, al palasport...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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