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«La personalità non è cambiata neanche in 10»

«La personalità non è cambiata neanche in 10»

Mister Semplici applaude squadra e tifosi Poi analizza gli episodi: luci e ombre

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GENOVA. La sorpresa del suo personalissimo uovo di Pasqua si chiama “quinto risultato utile consecutivo”. Il tutto, ovviamente, contornato da un dolce cioccolato dal sapore di fiducia, consapevolezza e speranza. Mister Leonardo Semplici - visto come si era messa la partita e considerati i risultati provenienti dagli altri campi - può essere assolutamente soddisfatto del pareggio ottenuto a Genova, che proietta la sua Spal a +2 punti dal terzultimo posto, ovviamente in attesa dei recuperi infrasettimanali. Lui la partita l’ha vissuta com’è solito fare: sempre in piedi, con la sua sciarpa al collo, nel tentativo di incitare, correggere e spronare i suoi ragazzi. Consueto è stato anche il discorso con la squadra in cerchio prima del reciproco applauso con i tifosi ferraresi in trasferta. Il tutto, prima dell’analisi del match avvenuta nella fredda sala stampa dello stadio Ferraris.

«Abbiamo portato a casa un pareggio - commenta Semplici -, che ci deve sicuramente dare forza, valore e autostima per il raggiungimento del nostro obiettivo finale. Abbiamo giocato su un campo molto difficile, contro una buonissima squadra, sicuramente più esperta di noi. Rimanere in dieci uomini e giocare ugualmente con la stessa personalità, mettendo in pratica la nostra identità e le nostre qualità, è stata una gran cosa. Non abbiamo mai buttato via il pallone, abbiamo fatto le giuste scelte nelle diverse situazioni e la prestazione mi è proprio piaciuta. Faccio i complimenti al gruppo: non era facile raggiungere questo risultato, ma sappiamo che il percorso sarà ancora molto lungo. Non abbiamo ancora fatto nulla, però, da parte nostra c’è soddisfazione».

Semplici ha poi proseguito la sua disamina: «Gli episodi dicono che non abbiamo avuto un grande approccio. Chiedo sempre ai miei giocatori di operare il giro palla a partite dal portiere e magari sono state prese alcune responsabilità di troppo, eseguite in maniera non corretta. Credo comunque che faccia tutto parte del nostro percorso di crescita. Dobbiamo andare avanti così, però occorre attenzione, perché episodi di questo genere possono anche andare a determinare o compromettere le gare. Un giudizio sui due rigori? Ancora non li ho visti, quindi andiamo avanti (ride, ndr). Diciamo che ultimamente siamo un po’ sfortunati con la Var. Qui a Genova contro la Sampdoria, ad esempio, non fu guardata. Sono del parere che io debba pensare a migliorare i miei calciatori e chi di dovere, invece, dovrà migliorare certe valutazioni e decisioni. Episodi del genere sappiamo che possono anche condizionare i risultati delle partite».

E ancora, su Lazzari: «Mi sono arrabbiato perché dopo il gol si è fatto ammonire, ma lo capisco, perché ne fa talmente pochi e magari è portato a festeggiare in maniera più evidente (sorride, ndr). Auspico che questo cartellino non possa contare nel finale di stagione. Comunque sia, devo fare i complimenti a tutto il gruppo, che si è rivelato all’altezza della situazione, dando una soddisfazione ai nostri tifosi, che ci tengo a ringraziare per il loro sostengo: non dimentichiamoci che gli obiettivi li abbiamo raggiunti sempre insieme e così vogliamo continuare a stupire».

Infine, un pensiero per Giuseppe Rossi: «Una volta, mentre allenavo la Primavera a Firenze, è venuto a lavorare con noi durante una fase di recupero fisico. Avrebbe potuto fare una carriera straordinaria, ma è stato limitato dagli infortuni: mi auguro possa tornare il calciatore che tutti conoscevamo».

Alessio Duatti

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