Una lunga serie di errori Marassi l’ultima goccia
Il rapporto con arbitri e Var non è certo felice e la gara col Genoa lo ha ribadito Spal più forte delle avversità ma adesso basta con le decisioni penalizzanti
FERRARA. Il rapporto della Spal con gli arbitri e la video assistenza (Var) non è di certo felice. La partita di sabato a Genova contro il Genoa è stata solo l'ultima goccia di una situazione che in casa biancazzurra e anche tra i tifosi ha lasciato più di una perplessità. Il direttore sportivo Davide Vagnati, che da tempo non rilasciava dichiarazioni nell'immediato post partita, non ha parlato a caso e ha voluto dare un segnale che la pazienza in casa Spal sta terminando. A Genova, lasciando perdere la situazione del primo rigore che solitamente si può anche assegnare, la questione del secondo penalty concesso ai rossoblù da Giacomelli è apparsa ai più incomprensibile visto che, se anche ci fosse il tocco di Vicari su Lapadula, che non si vede ma mettiamo pure si sia verificato, è talmente lieve che non può mai essere calcio di rigore. E poi la beffa dell'espulsione di Vicari che ha lasciato la Spal in dieci per larga parte della gara e priva i biancazzurri del centrale nella sfida contro l'Atalanta.
Ripercorrendo la stagione della Spal sono numerosi gli episodi, e quasi tutti decisivi nell'economia delle gare su cui la Spal si lamenta. Ecco un elenco del cahier de doleances in casa Spal che inizia dall'andata a San Siro contro l'Inter: lamentele per il fallo di Vicari su Joao Mario che è costato il rigore: in questo caso dubbi se il contatto ci sia stato e se fosse dentro o fuori area. Qualche perplessità anche nella successiva trasferta a Milano col Milan per il contatto tra Felipe e Kessie che è costato il tiro dal dischetto. Grosse lamentele anche in Spal-Crotone quando un colpo di testa di Salamon da calcio d'angolo venne deviato di mano da un difensore della formazione calabrese. Qui nessuna consultazione del Var e no al rigore. E nella stessa gara evidente trattenuta su Paloschi che stava concludendo a rete. Si prosegue poi a Bologna quando un cross dalla destra da parte di Lazzari venne deviato di mano, qui Var ma non concessione del rigore. Lamentele anche in Spal-Fiorentina quando Borriello venne vistosamente trattenuto nell'area di rigore viola. Nulla pure in questa occasione. Capitolo a parte merita Roma-Spal, teatro della precedente sfuriata del direttore sportivo Vagnati che lamentò addirittura quattro episodi: eccessivo il cartellino rosso per Felipe, mancato cartellino rosso con il secondo giallo per Gonalons, El Shaarawy in fuorigioco in occasione della seconda rete giallorossa di Strootman ed è mancato all'appello un rigore per fallo di Florenzi su Rizzo. A Benevento, partita comunque vinta, fallo di mano di Memushaj in area ma il direttore di gara Pasqua optò per l'involontarietà: forti dubbi anche in quell'occasione. Per non parlare poi dell'ultima di andata a Genova contro la Sampdoria quando la Spal sta portando a casa al 92' un prezioso e meritato punto ma il direttore di gara Pairetto supportato dal Var decide di assegnare un rigore alla Sampdoria per il fallo di Viviani su Ramirez quando il giocatore blucerchiato sembra già in caduta prima dell'effettivo contatto in area.
Dopo un periodo invernale senza episodi così clamorosi arriva un marzo di recriminazioni per la Spal: a partire dalla direzione di Doveri in Sassuolo-Spal che non espelle nel primo tempo Ragusa autore di falli in serie su Lazzari e decide di lasciare correre nel finale su Grassi atterrato in area, fino alle sviste evidenti di Giacomelli sabato a Marassi. La Spal ha fatto vedere che sa essere più forte anche di queste avversità ma l'auspicio è che in queste ultime gare, decisive per la permanenza in serie A, ci siano decisioni non penalizzanti come già avvenuto troppo spesso.
Andrea Tebaldi
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