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Vanno fatti tutti i passi per essere tutelati

Vanno fatti tutti i passi per essere tutelati

Undici penalty contro, quattro in occasione delle ultime due trasferte: la società deve farsi sentire

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FERRARA. In stagione fanno 11 rigori contro, di cui 8 trasformati (Gomis ne ha parato 1, Meret 2). Nelle ultime due trasferte (a Reggio col Sassuolo, e sabato scorso a Marassi col Genoa), 4 penalty a sfavore: se non è record, poco ci manca. E se ne sarebbe fatto volentieri a meno.

La direzione di Giacomelli a Genova è stata talmente disastrosa da suscitare l’unanime censura anche della stampa nazionale, che ha bocciato senza appello l’arbitro (voto 4 sia su Repubblica che sulla Gazzetta dello Sport, per citare solo due esempi). E non c’è discussione, margine di confronto. Clamorosamente ingiusta la doppia decisione rigore-espulsione di Vicari. Come abbiamo già sottolineato l’altro giorno in sede di cronaca, il difensore spallino non cerca il contatto con l’avversario, rallenta la corsa proprio per evitare l’impatto. Il dolo è del tutto assente.

Ingiustificato il ricorso all’ausilio Var, perchè manca il presupposto per affidarsi alla tecnologia, chiamata in causa in presenza di un chiaro errore, che in questo caso - da parte dell’arbitro - non c’è (Giacomelli dopo il tiro di Lapadula ed il salvataggio di Vicari sulla linea aveva infatti lasciato proseguire l’azione).

Giacomelli - nerissima la sua stagione - ha dunque sbagliato ad ascoltare il richiamo del Var Mariani, che a sua volta è intervenuto senza che, come detto, ve ne fossero i presupposti. Le immagini sono chiarissime, per quanto anche ad occhio nudo non vi fossero dubbi: Lapadula mentre stava per calciare ha allargato la gamba all'indietro che è così andata a incocciare (in modo minimo, sia ribadito con perentorietà) sul ginocchio di Vicari, preoccupato solo di correre per portarsi in posizione utile ad intervenire, disinteressandosi dell’avversario. Da parte del difensore non vi è stata la cosiddetta negligenza, clamoroso intervenire per sanzionare lui e la Spal, andata sotto 1-0 e ritrovatasi in dieci al 28’.

In questo modo si falsa il campionato. La Spal, intesa come società, aveva alzato forti lamentele dopo la gara dell’Olimpico con la Roma, ma avrebbe dovuto farlo a maggior ragione e con più perentorietà dopo Genova sponda Samp, dopo Sassuolo, e dopo questa volta. Auspicabile che vi siano tutti i passi opportuni, certe cose non possono passare sotto silenzio.

I biancazzurri - in campo - non devono vestirsi da vittime ma continuare a fare ciò che stanno facendo, ottimamente. Pensino al campo e solo al campo. Epperò, è giusto che vengano tutelati da chi deve e può farlo. La Spal non è un sacco da botte, merita rispetto, sta onorando il campionato, il calcio, lo spirito dello sport. Cerca la salvezza e lo fa lealmente. Le istituzioni siano dunque altrettanto corrette. (p.n.)

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