Spal, porta blindata ma non dagli 11 metri
Nelle ultime 5 partite appena 3 i gol subìtì, e tutti su penalty
FERRARA. Sei risultati utili consecutivi con - in rigoroso ordine cronologico - due vittorie e quattro pareggi. Bottino di tutto rispetto per chi come la Spal lotta, giornata dopo giornata, con in testa l’obiettivo della salvezza in un campionato strano, fatto di momenti e pieno d’insidie, come quello italiano. Dove c’è una traccia (che a dir la verità si estende anche oltre i confini della penisola), una sorta di legge del calcio, secondo la quale a vincere lo scudetto sarebbe la squadra che al termine della stagione subisce meno marcature.
Il teorema può benissimo essere ribaltato anche per quanto riguarda la parte bollente nella destra della classifica. Non a caso le tre ultime della classe (Benevento, Hellas Verona e Crotone) sono le tre compagini che fino a questo momento hanno subìto più reti di tutte le altre, e conseguenza della statistica (che l’ambiente biancazzurro auspica sia una sentenza) va proprio a favore delle recenti prove della Spal che, dal canto suo, ha notevolmente migliorato le proprie performance in termini marcature al passivo, risollevandosi in termini di punti.
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Le difese solide, dunque, faranno vincere i campionati, ma fanno anche andare in Champions League e fanno pure rimanere in serie A. Quella biancazzurra (fin qui 52 centri al passivo) sta vivendo una fase di grande fiducia data dal contributo di tutta la squadra con i soliti ingredienti basilari messi nel pentolone domenicale dallo chef Leonardo Semplici: organizzazione, squadra corta, reparti legati tra loro, pressing scientifico, cattiveria sportiva e un furore agonistico di rara intensità. La testimonianza di tutto è data dai numeri: nelle ultime cinque uscite la Spal ha subito soltanto tre reti; manco a dirlo, tutte dagli undici metri. Il ruolino di marcia è partito dalla fantastica prestazione contro il Bologna con la sola occasione (e chi se la scorda…) concessa a Destro nei minuti di recupero. A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, Meret è stato bucato da uno dei due rigori fischiati da Doveri ai neroverdi e sollecitato soltanto in qualche circostanza, e lo stesso è successo a Genova con il doppio duello dal dischetto con Lapadula. Nel mezzo l’incredibile zero concesso alla capolista Juventus e infine il solo colpo subìto sabato sera da De Roon con la solita modalità: rigore. La prossima prova di Firenze sarà quella del “nove”, contro un vero nove come El Cholito Giovanni Simeone (a quota dieci centri personali), il quale sarà rifornito da calciatori offensivi di qualità come Federico Chiesa ed un rinato Riccardo Saponara, tornato ai suoi migliori livelli.
La Spal metterà in campo la propria consapevolezza difensiva e ritroverà il suo baluardo titolare e regista arretrato Francesco Vicari, pronto a infilarsi nel mezzo tra il praticamente perfetto Cionek e l’altrettanto ottimo Felipe (peccato solo per la macchia negativa di Genova). Salamon contro l’Atalanta ha dato il suo contributo e Simic dovrebbe tornare a disposizione domenica a Firenze, ma se i tre titolarissimi (appunto Cionek, Vicari e Felipe) saranno sempre disponibili fino al termine della stagione, allora siamo certi che mister Leonardo Semplici non avrà dubbi nell’inserire i loro cognomi nelle sette distinte ufficiali che andranno compilate da qui a fine maggio.
Alessio Duatti
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