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Per salvarsi bisogna usare (anche) la testa

Per salvarsi bisogna usare (anche) la testa

La squadra di Semplici dovrà sfruttare meglio il gioco aereo: finora ha realizzato appena 3 gol

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FERRARA. Quasi verrebbe da dire “Spal, per salvarti usa la testa”.

No, non è una frase buttata giù per spronare i calciatori biancazzurri a porre più attenzione ed a mantenere alta la concentrazione nelle situazioni di gioco durante i novanta minuti. Bensì si tratta della testa con riferimento... anatomico, e arma fondamentale in questo finale di stagione. Sì, perché a sette partite dal termine del campionato ogni singola parte del corpo consentita dal regolamento può aiutare i biancazzurri a spedire palloni nelle reti altrui ed a conquistare punti vitali per mettersi alle spalle le famigerate tre squadre.

L’ultimo segnale gentilmente offerto alla Dea bergamasca da Thiago Cionek è stato in questo senso confortante. Il gol di testa per la Spal è stato fino a questo momento una sorta di rarità e un apporto maggiore di marcature di tale tipo potrebbe risultare davvero determinante. Sono solo 3 (contro le 18 della scorsa stagione) le reti spalline messe a segno con la fronte, di cui 2 al “Mazza”. La prima risale al 28 gennaio con il pareggio in extremis (sugli sviluppi di un’azione e non su piazzato) di Paloschi contro l’Inter; la seconda è arrivata quasi un mese dopo a Crotone con la firma del giovane croato Simic, mentre l’ultima è ancora ben impressa nella memoria e negli occhi di tutti con il polacco di origini brasiliane che sabato pomeriggio aveva portato avanti la Spal sull’Atalanta di Gasperini.

Però 3 gol sono ancora troppo pochi. Peggio della Spal, fino a questo momento, ha fatto solo il Crotone con 2 marcature, mentre nella classifica dominata dall’Inter con 12 marcature di testa, notiamo che Chievo e Cagliari spiccano nei piani alti con 8 centri al pari di Milan e Roma. Udinese, Sassuolo, Hellas Verona e Bologna sono ferme a 5, mentre il Benevento (anche grazie all’effetto Diabaté) si trova a quota 4. Insomma, il concetto è che da qui alla fine del torneo la Spal dovrà perseguire ulteriormente quest’arma che alla fine è assolutamente riscontrabile nelle caratteristiche di diversi giocatori.

Stupisce, infatti, che la Spal abbia sfruttato così poco i calci piazzati per marcare proprio di testa. Di Viviani si possono dire tante cose, ma non che indirizzi male i calci da fermo in area avversaria, e anche lo stesso Schiattarella calcia decisamente bene. Poi se andiamo ad analizzare ancor più nel dettaglio coloro che dovrebbero essere i cecchini d’alta quota notiamo che tutti i difensori hanno abilità: Vicari lo scorso anno col Benevento nella partita interna ne diede una prova, Cionek e Simic li abbiamo visti all’opera e speriamo di vederli ancora, mentre attendiamo un segnale anche da Felipe che nella sua carriera ha spesso messo l’accento nelle aree avversaria. Pure a centrocampo gli argomentinon mancherebbero: Grassi ha un terzo tempo che farebbe invidia a qualche giocatore di basket, mentre anche Kurtic ha doti fisiche invidiabili. Nel reparto offensivo il calciatore con la maggiore propensione ad elevarsi verso l’alto è ovviamente Sergio Floccari: che non possa risultare lui l’uomo decisivo in questo finale? D’altronde, le sue tre marcature stagionali hanno portato quattro punti pesantissimi nella cascina di mister Semplici. (a.d.)

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