Missione Spal, essere più forte delle assenze
Gli ultimi sei risultati utili di fila conquistati ovviando a squalifiche e infortuni Una situazione che si riproporrà domenica a Firenze in una gara complicata
FERRARA. Già difficilissima di suo, contro la squadra più in forma e più vincente del momento, la partita della Spal domenica a Firenze sarà resa ancor più complicata (almeno teoricamente) dalle - al momento - più che probabili assenze di Grassi e Schiattarella. Ma per sviluppare il discorso bisogna riavvolgere il nastro, e fare un passo indietro.
Il punto di (ri)partenza del campionato spallino può essere questo:
Meret; Lazzari, Cionek, Vicari, Felipe, Mattiello; Grassi, Schiattarella, Kurtic; Paloschi, Antenucci
Ecco l’undici disegnato sulla lavagna da mister Semplici dopo la sconfitta di Napoli, prima della trasferta di Crotone che sarebbe stata decisiva in un senso o nell’altro: la sconfitta avrebbe significato il -7, la vittoria avrebbe permesso di farsi sotto.
Com’è finita, lo sanno tutti: successo, -1 dai calabresi, inizio del miglior periodo stagionale della Spal, capace di infilare sei risultati utili consecutivi e di rilanciarsi prepotentemente nella corsa verso la permanenza in serie A. Adesso i biancazzurri sarebbero salvi, perchè l’equilibrio della parità di punti con il Crotone (27) è spezzato dal vantaggio diretto negli scontri con i rossoblù. Quindi, Spal quartultima. La squadra di Zenga al terzultimo posto, quello che condanna alla serie B.
Tornando a bomba. Semplici aveva quella formazione in testa, ma appena terminata la partita di Napoli sapeva già che non avrebbe potuto schierarla in toto, perchè l’ammonizione rimediata da Felipe al “San Paolo” sarebbe stata sinonimo di squalifica per il difensore centrale. La base di ripartenza era chiara (ritorno alle due punte, Schiattarella titolare ma come regista e non mezz’ala). Mosse che hanno premiato, in combinazione con altri fattori: condizione atletica, spirito di gruppo, determinazione, convinzione, qualità di gioco, manovra più veloce e verticale, pallone conquistato più in avanti, maggior solidità difensiva, autostima, fiducia e convinzione cresciute sempre più.
La variabile sono state, sono e saranno le assenze. O meglio: più che una variabile, una costante. Il tecnico ne avrebbe fatto, e ne farebbe, volentieri a meno, ma ormai deve prendere atto della realtà.
La serie positiva della Spal è maturata nonostante in tutte le sei partite terminate con un risultato utile la squadra abbia dovuto rinunciare a uno o più titolari di quell’ipotetico schieramento-base. A turno sono mancati difensori centrali (Vicari, Felipe, poi anche Simic che a Crotone aveva sostituito l’ex udinese), un terzino (Mattiello) e tre centrocampisti (Schiattarella, Kurtic, ora anche Grassi). A Crotone, appunto, non c’era Felipe. Con il Bologna era squalificato Schiattarella, l’uomo della svolta. Da Reggio Emilia col Sassuolo è fuori causa Mattiello. A Marassi contro il Genoa out per squalifica Kurtic. Sabato scorso per il match con l’Atalanta erano indisponibili Vicari (squalificato) e ancora Schiattarella, questa volta per l’infortunio alla caviglia che con tutta probabilità gli farà saltare anche la trasferta di domenica a Firenze, dove mancherà pure Grassi, infortunatosi al ginocchio.
Ecco, andare a sfidare la Fiorentina attuale dovendo rinunciare a Schiattarella e Grassi, due terzi del centrocampo titolare (oltre che due giocatori completi, capaci di abbinare corsa, tecnica, intelligenza tattica, ritmo, capacità di inserimento e di passaggio, sostanza in fase difensiva) non è come affrontare una gita di piacere. Al tempo stesso, i citati sei risultati utili di fila, ottenuti facendo fronte alle puntuali assenze di questo o quello, hanno detto che parlare di forza del gruppo non è usare una formuletta stereotipata. Chiunque sia entrato ha fatto bene.
Simic a Crotone è addirittura andato a segnare un gol pesantissimo, in un momento cruciale della gara; Viviani col Bologna ha giocato su livelli apprezzabilissimi. Costa da Sassuolo ha rilevato Mattiello ed è stato spesso tra i protagonisti più applauditi. Everton Luiz, titolare a Genova, ha lottato alla grande ed ha anche recuperato il pallone con cui ha avviato l’azione del gol del pareggio. Sabato scorso Salamon ha avuto un inizio difficilissimo poi è progressivamente cresciuto, non ha più sbagliato, ha svettato spesso e volentieri; e Viviani, di nuovo in campo dall’inizio dopo tre partite in panchina, è stato uno dei migliori e dei più applauditi. Le garanzie, insomma, non mancano. Vanno però considerati altri due aspetti. Intanto, non avere giocatori a disposizione (di Schiattarella e Grassi abbiamo detto; Mattiello e Dramè, in recupero, non hanno ancora ripreso gli allenamenti collettivi) porta inevitabilmente a meno soluzioni, meno possibilità di scelta, meno alternative e - forse - anche ad un lavoro settimanale con qualche sfumatura diversa. Poi, si deve dire che la maggior parte delle assenze registrate finora è stato imputabile a squalifiche (Felipe a Crotone, Schiattarella col Bologna, Kurtic a Genova, Vicari con l’Atalanta). Minimo minimo ingiuste, causate da cartellini inappropriati, quelle di Schiattarella e Vicari (che, almeno, rientrerà a Firenze). Ma la sostanza resta: la Spal in questa decisiva retta finale della stagione, dovrà essere brava a gestire anche questo tipo di rischio. E ad andare oltre il peso delle assenze che potrà avere di volta in volta.
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