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lo stadio pietrangeli 

Un successo spinto da un impianto inimitabile

Un successo spinto da un impianto inimitabile

ROMA. Le ragioni del successo degli Internazionali Bnl d’Italia – validate dai 223mila spettatori paganti lo scorso anno, dalla copertura televisiva dei principali match in centinaia di paesi, dalla...

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ROMA. Le ragioni del successo degli Internazionali Bnl d’Italia – validate dai 223mila spettatori paganti lo scorso anno, dalla copertura televisiva dei principali match in centinaia di paesi, dalla presenza di oltre 400 giornalisti italiani e stranieri – sono teoricamente alla portata degli organizzatori di altri tornei ATP e WTA: basta copiare e investire. Ma almeno due caratteristiche non sono replicabili: la bellezza dell’area del Foro e, soprattutto, l’unicità dello Stadio Pietrangeli, costruito tra il 1938 e il 1933 su progetto di Enrico Del Debbio e intitolato nel 2006 al più grande campione del tennis azzurro.

L’impianto è scavato sull’antico greto del Tevere e contornato da 18 statue di atleti in marmo di Carrara. I giganti bianchi sono spesso citati nelle cronache dei match, perché la loro presenza è parte integrante della coreografia che accompagna gli scambi. Nel 2011 furono addirittura causa di alcuni problemi riconducibili alla sindrome di Stendhal, ossia allo stupore che diventa malore davanti alla grande arte. Ne fu vittima uno dei più grandi tennisti degli ultimi decenni, l’americano Roddick, ex numero 1 ATP, che si lamentò con gli organizzatori per quelle presenze. L’episodio, finora inedito, è raccontato dal direttore del torneo, Sergio Palmieri.

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