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«I ragazzi di Semplici possono fare risultato»

«I ragazzi di Semplici possono fare risultato»

Alberto Novelli: la Fiorentina prima o poi si fermerà e la Spal ha “argomenti” «Corsa salvezza sul Crotone, da vincere le gare con Chievo, Verona e Benevento» 

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FERRARA. Alberto Novelli, più fiorentini di lei e suo fratello Carlo non si può.

«Da bambini giocavamo a Campo di Marte, davanti allo stadio c’erano solo campi. Ogni strada aveva la sua squadra: via Sirtori, via Bassi, via de Amicis... Erano partitine infinite».

Lei arrivò alla Spal su segnalazione di suo fratello?

«No, per niente. Dalla Rondinella dovevo andare al Padova. Rimasi là un mese giocando anche la Coppa Italia che all’epoca si disputava a fine campionato. Era tutto fatto, e Nereo Rocco mi vedeva molto bene. Poi, però, Paolo Mazza telefonò a mio padre e lo convinse a farmi venire qui. Rocco me lo ha sempre rinfacciato».

Il suo esordio in A con la Spal è in qualche modo legato a Firenze.

«Già, ero appena scappato e tornato a Firenze...».

In che senso scappato?

«Stagione 1958/59. Giocavo il mercoledì nel campionato riserve, la domenica nella De Martino. A inizio novembre quest’ultimo torneo osservò un turno di sosta, così dopo l’ultimo allenamento del sabato mattina venimmo lasciati liberi, dovendo però rientrare per dormire nei locali di via Romei: in sede dovevamo anche firmare la presenza. Così dissi a Scappi di falsificare la mia firma e presi il treno per Firenze, volevo andare dalla mia fidanzata, che poi sarebbe diventata mia moglie. All’arrivo in stazione, a Firenze, c’era mio padre ad aspettarmi. Rimasi molto sorpreso. “Ha telefonato Mazza, sei convocato in prima squadra”. Presi il primo treno per tornare a Ferrara, mi infilai in uno scompartimento dove c’era solo un signore, distinto, anziano. Mi chiese chi fossi, cosa facessi... Gli dissi che giocavo nella Spal, gli raccontai anche quella scappatella incompiuta».

E come andò a finire?

«Il destino volle che quel signore fosse Vayra, il vice-presidente della Spal! Io non lo conoscevo, ma lui mi aveva visto giocare nelle riserve e sapeva chi fossi. Comunque la convocazione restò in vigore, per la domenica alle 10, allo stadio. Poi andammo a piedi al ristorante da Giovanni. Ero seduto tra Broccini e Pandolfini, Mazza passò perchè come sempre distribuiva due biglietti di tribuna per ogni giocatore. Quando fece per darmeli, Pandolfini me li strappò di mano esclamando ringrazia Dio che ti facciamo mangiare con noi! All’epoca funzionava così... Poi, in spogliatoio, Mazza mi disse che avrei giocato. Da lì partì tutto».

Una lunga carriera, tra andate e ritorni. In biancazzurro anche al fianco di suo fratello Carlo.

«Sì, ma insieme giocammo una sola partita, in occasione del pareggio di Padova».

Incroci del calcio e della vita: a rivolerla alla Spal per la sua ultima parentesi biancazzurra fu un altro fiorentino. Mario Caciagli.

«Non solo fiorentino, ma anche di Campo di Marte come noi. Ci conosceva fin da bambini, ci vide nascere e crescere. Purtroppo, un brutto infortunio in allenamento, causatomi da un ragazzo in prova, mi impedì di dare il mio contributo alla Spal di Caciagli, quella del ritorno in B».

Con la Spal non giocò mai contro la Fiorentina.

«No, ma nel ’61 ero in tribuna a Firenze. La Spal vinse 3-0, mio fratello segnò il secondo gol».

La Spal potrà imporsi anche domenica?

«La Fiorentina è in un gran momento, ne ha vinte sei di fila, ma per il calcolo delle probabilità può darsi che si fermi. Valutando i suoi giocatori uno a uno, non mi sembra una grande squadra, adesso ha trovato il filone giusto. La Spal può fare risultato, nonostante le assenze. Ma giocherà Viviani che contro l’Atalanta ha fatto bene, ed Everton che qualche cartella la tira: anche questo è un aspetto importante».

Salvezza raggiungibile?

«La corsa dei ragazzi di Semplici è sul Crotone, inutile girarci intorno. Le partite da vincere saranno quelle con Chievo, Verona e Benevento, poi si vedrà dove poter raccogliere qualche altro punto, dipenderà anche dal momento e dalla situazione di quelle in corsa per l’Europa, che non ti regaleranno niente. È tutto da giocare, ma credo nella salvezza».

A Firenze chi può essere decisivo?

«Chiesa e Simeone sul fronte viola. Per la Spal direi Antenucci, o Kurtic, o Viviani su punizione». (p.n.)

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