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LA SORELLA MARA 

Tennista, scrittrice, la prima in Italia ad intervistare Federer

Tennista, scrittrice, la prima in Italia ad intervistare Federer

FERRARA. Mara è la maggiore dei fratelli Novelli. 85 anni portati magnificamente, una verve acuta ed una fiorentinità che non la abbandona. «Babbo Vasco e mamma Amelia si trasferirono a Campo di...

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FERRARA. Mara è la maggiore dei fratelli Novelli. 85 anni portati magnificamente, una verve acuta ed una fiorentinità che non la abbandona. «Babbo Vasco e mamma Amelia si trasferirono a Campo di Marte, ma la famiglia era originaria di Santa Croce, uno dei quartieri più popolari di Firenze: lì venne girato il film Metello, tratto dal capolavoro di Vasco Pratolini. E siamo nipoti di Augusto Novelli, scrittore, commediografo, illustre esponente della commedia in vernacolo fiorentino. Rivendico le nostre origini popolari, della Firenze più vera».

Appassionata di tennis, giocatrice prima poi addetta stampa del C.T. Firenze, giornalista per cinquant’anni, ha coperto tante importanti manifestazioni, Coppa Davis compresa. Può vantarsi di essere stata la prima giornalista italiana ad aver intervistato Roger Federer, dal cui imberbe ma già spiccato talento venne folgorata nel 1998 in occasione del prestigioso torneo internazionale giovanile ospitato proprio dal suo circolo fiorentino: «Nessuno lo conosceva, almeno qui da noi, ma arrivò in finale e travolse il nostro Volandri con un doppio 6-0. Conservo l’orgoglio per quell’intervista».

Ma il calcio ha ovviamente sempre fatto parte della vita di Mara: «Seguivo i miei fratelli, giocavano per ore nei prati di Campo di Marte. Gli allenatori della Fiorentina passavano sempre di lì e per forza li notarono, portandoli in maglia viola. Carlo proseguì anche gli studi fino a conseguire la maturità scientifica, mentre Alberto lasciò dopo la terza media, voleva solo giocare, aveva una grandissima passione. Ma tutti e due... e tutti in casa. Grandissimi tifosi della Fiorentina».

La carriera di Carlo e di Alberto si è però consumata soprattutto a Ferrara: «Il babbo veniva a vederli sempre, o spesso. Ma non solo a Ferrara, anche a Napoli, a Trieste, a Genova, ovunque abbiano giocato».

Carlo, con la Spal, a Firenze ha poi giocato da avversario, ha anche segnato e vinto: «In Curva Fiesole era pieno di amici che tifavano per lui. Era conosciutissimo, aveva frequentato i Salesiani, la San Salvi, il Liceo Scientifico. Quando veniva a giocare a Firenze da avversario era tutta na risata. Ma anche tanti insulti, c’era chi lo chiamava traditore. Traditore un bel nulla, fu la Fiorentina a farlo andar via».

Mara Novelli, contrariamente a quanto si può credere, non è però arrivata a Ferrara - dove risiede ormai da tanti anni - per seguire i fratelli: «No, no. Ho sempre avuto il mio lavoro e mi sono trasferita a Ferrara solo nel 1987, quando sono andata in pensione. Qui ho trovato chi mi ha stimato e voluto bene, un affetto che ha sicuramente contribuito ai miei exploit poetici».

Mara ha infatti scritto varie opere, riscosso premi ed apprezzamenti. Domenica, certamente, avrà un’attenzione per Fiorentina-Spal, che torna ad essere giocata dopo 50 anni: «Sarà una grande emozione».

Certo, viverla con un Novelli in campo sarebbe stato (di nuovo, come un tempo) qualcosa di speciale. Ma va bene anche così. (p.n.)

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