Arbitri, rigori, video: ma... Var a quel paese
Anche ieri un episodio contrario ai biancazzurri, sotto gli occhi dei designatori Rosetti e Rizzoli
FIRENZE. Il politicamente corretto presidente Walter Mattioli sostiene con educazione e toni moderati che non c’è alcun complotto contro la Spal. Il presidente biancazzurro, insomma, non segue la via agnelliana della protesta. Almeno pubblicamente.
Lo capiamo, sia chiaro. Ma non possiamo esimerci dal sottolineare come un’altra volta, l’ennesima volta, la Spal abbia dovuto registrare un episodio arbitrale ai propri danni. L’uso della Var, quando ci sono di mezzo i biancazzurri, è quantomeno curioso. O sfortunato. O inopportuno. Se la Spal lamenta un torto, se protesta, se chiede un rigore, se invita ad andare a vedere le immagini per capire quanto sia fasulla una decisione sfavorevole (ok, da regolamento non si può sollecitare l’uso della Var, pena essere ammoniti), state pur sicuri che l’ausilio video non viene contemplato.
Per contro, se esiste un’azione controversa - potenzialmente pro Spal - allora ecco che il richiamo scatta immediatamente e viene mimato il simbolo del televisorino.
Ieri dopo 10 minuti l’arbitro Orsato ha concesso il rigore per la Spal, mischione in area fiorentina e fallo du Felipe. Non ha deciso lui, dopo l’episodio lo si è visto voltarsi e poi ha indicato il dischetto, il suggerimento gli è arrivato via auricolare. Peccato che dopo due infiniti minuti l’arbitro sia stato richiamato dal Var, Pasqua, e dopo visione delle immagini abbia fatto retromarcia.
Esiste un discrimine: episodi non opinabili. In base a ciò la tecnologia non andrebbe o andrebbe usata. La linea di confine è però sottile. La sensazione, maturata con l’andare del campionato, è che in generale i vertici arbitrali abbiano invitato a direzioni più tecniche, prettamente da campo, con un uso della moviola solo nei casi più clamorosi. Cosa che non è successa ieri a Firenze, oltretutto sotto gli occhi del responsabile del progetto Var per l’Italia, l’ex arbitro Roberto Rosetti, e del designatore Nicola Rizzoli.
Cosa abbiano pensato al “Franchi” lo sanno solo loro. Dal canto nostro possiamo dire che mettendoci nei panni degli spallini la tentazione, fortissima, sarebbe quella di esclamare ma...Var a quel paese. Però pare che sia meglio non farlo.(p.n.)
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