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La Bondi torna nell’élite

di Marco Nagliati
La Bondi torna nell’élite

Basket A2. A tre anni di distanza riassapora il gusto dei playoff

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FERRARA. Più Piemonte che Campania, con un possibile approdo lombardo. La Bondi giocherà i playoff promozione a tre anni dall’ultima volta e incrocerà le lame con le big del girone Ovest. Prima c’è da sbrigare la pratica stagione regolare, ultimo timbro che per gli estensi (grazie alla monumentale vittoria dell’altro giorno su Jesi) sarà ininfluente. Fra cinque giorni il viaggio a Piacenza conterà zero per il Kleb, mentre per diversi club l’atto che chiude la prima parte di stagione varrà oro. Prima dell’ultima tornata, impossibile sapere piazzamenti e accoppiamenti. La Bondi, per dire, al momento oscilla tra la 5ª posizione e l’8ª. Tra il faccia a faccia con Casale Monferrato o Tortona, tra Scafati e la suggestiva tappa di Biella che otto anni fa spedì il Club di Mascellani in Legadue. Ci sarà tempo. Intanto, in queste ore, l’attuale presidente Fabio Bulgarelli assapora il momento. È in sella dal 2011 ed ha vinto subito. Tanto. Poi è arrivata la risacca, che ha lasciato scorie e delusioni. Polemiche ed elettricità diffusa. Si può dire che questo è anche il traguardo della tenacia: «Ho un gran mal di testa per la stanchezza accumulata in questo fine settimana» è la prima frase del presidente.

Emozioni condivise con un pubblico incisivo come tante volte era accaduto in passato. Quest’anno il fattore campo, a Ferrara, s’è fatto sentire: dodici vittorie su quindici gare. Due sconfitte contro le big (Fortitudo e Trieste), un solo scivolone: Piacenza. E sette successi consecutivi che hanno dato la spinta per tagliare il traguardo. «Ho sempre sostenuto che il nostro palasport doveva essere determinante - spiega Bulgarelli -: quest’anno è accaduto l’inverso delle ultime stagioni. Nell’ultimo biennio avevamo perso troppe volte a Ferrara, stavolta non è avvenuto. Vedo una bella alchimia tra i tifosi e la squadra e questo playoff lo dedichiamo alla nostra gente».

Il sapore del giorno dopo è ancora più piacevole se si ripensa alle due tese salvezze conquistate in passato. «Sì, effettivamente provo soddisfazione e gioia - non nasconde Bulgarelli -; gli ultimi due campionati non sono andati come avremmo voluto, e questo era partito così-così. Siamo stati bravi a raddrizzarlo. Siamo dove pensavamo di poter arrivare. Nell’ultimo triennio non abbiamo avuto un percorso facile, c’è mancata esperienza: la capacità di stare al passo con il mutamento delle regole e delle aspettative. È stato un cammino formativo, diciamo propedeutico».

La sterzata di gennaio ha davvero cambiato la direzione del vento. L’arrivo di coach Bonacina, la cessione di Venuto... Sono entrate in circolo energie nuove. Quasi come fosse saltato un tappo che impediva alla Bondi di avere continuità ad alto livello. Di difendere con tutta la potenzialità che poi s’è mostrato di possedere. Certo, l’organico è corto e affrontare una lunga serie ravvicinata di partite si prefigura come salita impervia. Tra l’altro gare ad alto coefficente di intensità.

«Affronteremo questi playoff molto alla leggera - avvisa Bulgarelli -, nel senso che non abbiamo obblighi particolari. Dobbiamo essere coerenti con quanto abbiamo sempre detto: per noi sono un premio. La stagione è stata “aggiustata” e adesso ci godiamo queste partite per la promozione. Poi, sia chiaro, vogliamo giocarcele le sfide. Tutte quante. Non abbiamo nulla da perdere ma neppure partiamo battuti in partenza. Consapevoli che il palasport di Ferrara è la nostra forza».



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