Spal bella a metà, solo un punto col Chievo
I biancazzurri spingono nel primo tempo, ma sono opachi nella ripresa: alla fine il pareggio senza reti risolve poco. Per la salvezza la corsa è con il Crotone che ha rimontato pareggiando con la Juventus
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FERRARA. Per la Spal era il big match. Lo scontro diretto in chiave salvezza: biancazzurri, quartultimi, a -2 dal Chievo (appena un gradino sopra). La notte del “Paolo Mazza” è stata contraddittoria. I biancazzurri hanno centrato l’ottavo risultato utile consecutivo, hanno concluso un’altra gara (la seconda di fila, la quarta su otto) senza gol al passivo, ma al contempo hanno inanellato il sesto pareggio, non hanno operato il sorpasso sui clivensi e non hanno allungato sul Crotone che è riuscito nell’impresa di rimontare la Juve conquistando un preziosissimo 1-1.
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La Spal è a 29, ed ha anche il vantaggio degli scontri diretti sui calabresi terzultimi a 28 (il Verona, sconfitto in casa dal Sassuolo, resta penultimo a 25). Difficile pensare di poter fare la corsa su Chievo, Cagliari e Udinese, per la salvezza si delinea con sempre maggior precisione un braccio di ferro con il Crotone.
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Quanto alla gara di ieri, nello specifico, la Spal ha offerto due volti: primo tempo convincente, ripresa assai deludente (fin dal principio, senza che se ne fossero colte le avvisaglie, anzi). Forse c’erano troppe aspettative su questa partita, d’altra parte era logico avere nel mirino il successo.
Tanti dubbi di formazione, alla vigilia, a causa degli acciacchi di alcuni e dell’evoluzione post-infortuni di altri. Alla fine mister Semplici riesce a recuperare quasi tutti, all’appello mancano solo Costa e Simic. Schiattarella parte dalla panchina, Kurtic e Grassi vengono rigettati nella mischia, rispetto a Firenze stanno fuori Everton e Vitale. Mattiello ce la fa, a sinistra gioca lui. In attacco torna Paloschi dall’inizio.
Chievo con formazione rivoluzionata, ampissimo turn over e modulo speculare a quello spallino. Avvio furente dei biancazzurri, che pressano, attaccano, giocano. Manovra avvolgente, dalle retrovie. Ritmo alto. La folla s’infiamma, grida al gol, una fantasmagorica prodezza dell’immarcescibile Sorrentino strozza l’urlo in gola alla torcida spallina.
Dopo qualche minuto per rifiatare, il monologo riprende. Assalti tambureggianti. Tiri e corner in rapida sequenza. Il dominio è pressochè totale: una squadra fa la partita, l’altra cerca solo di contenere, l’impostazione è “giocare contro” (Sorrentino, addirittura, moltiplica le perdite di tempo in occasione di ogni rimessa), non c’è una ricerca della costruzione. Vale tutto: dal calcetto alla maglia tirata all’essere in nove dietro la linea della palla. Alla Spal si può rimproverare nulla, sotto ogni punto di vista. Ecco, magari un po’ di precisione in più in occasione di qualche passaggio. Ma l’interpretazione della gara è impeccabile.
Nella ripresa l’avvio biancazzurro è un po’ contratto, manca fluidità, c’è uno sfilacciamento. Non semplice, affrontare un avversario del genere, che ti fa sprecare energie (anche nervose) alla ricerca di un pertugio che non si trova. Il giropalla diventa lento e prevedibile. Così si finisce per esporsi. La Spal rischia qualcosa, il Chievo ora è più padrone della situazione.
Palo ospite. Momento delicatissimo. Semplici cambia in attacco, mette Bonazzoli per Paloschi. Ma l’anello debole è il centrocampo. Gara molto nervosa, spezzettata. Un fuorigioco salva la Spal, già che Meret blocca oltre la linea la zuccata di Inglese. Poi serve una sontuosa e provvidenziale chiusura di Vicari. L’ingresso di Schiattarella non ha mutato le dinamiche del gioco. La Spal sembra combattuta tra la volontà di attaccare e cercare la vittoria, ed il timore di scoprirsi e perdere. Il secondo tempo è di tenore ben diverso dal primo.
La Spal sbaglia un’infinità di palloni, pare poco serena, confusa. Il termine della gara è accolto quasi con sollievo, se non soddisfazione. Il pareggio risolve poco, ma la sconfitta sarebbe stata estremamente deleteria. Ed in casa biancazzurra la priorità era quella di evitare un ko. La sfida a distanza con il Crotone prosegue, il vero unico duello sarà questo.
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