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cartoline dagli spalti

Una bolgia infuocata dal tifo e dal caldo ma la spinta non basta

Una bolgia infuocata dal tifo e dal caldo ma la spinta non basta

Spalti gremiti e toni altissimi al “Mazza” per la sfida fra Spal e Roma. Prima la bella coreografia, poi forte contestazione per il rigore negato 

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FERRARA. Al “Paolo Mazza” non poteva che esserci il pienone in occasione dell’ultima partita stagionale della Spal contro una big. A Ferrara è un pomeriggio decisamente caldo, le temperature sono quasi estive, il sole è alto in cielo, la gente si libera dai vestiti e i colori sociali risaltano sempre più. Le magliette da gara biancazzurre spuntano come funghi, aumentando la suggestione del “Mazza”, che somiglia sempre più a uno stadio inglese, dove indossare la maglia ufficiale della propria squadra è una tradizione consolidatissima. I tifosi in gradinata “godono” della prima vera tintarella stagionale e lo stesso si può dire per i 1600 tifosi giallorossi sistemati nel settore ospiti fra striscioni e bandierine. Tra l’altro, la rappresentanza capitolina è stata decisamente folta anche in tribuna e ancor più accentuata rispetto alle partite con Napoli, Inter, Milan e Juve.

L’atmosfera durante la fase di riscaldamento è più d’attesa, rispetto alla gara con il Chievo, ma col passare dei minuti il tifo inizia a carburare e nel frattempo un po’ tutti attendono l’arrivo della coreografia. Lo spettacolo viene poi esposto all’ingresso delle due squadre in campo e il colpo d’occhio è come sempre fantastico.

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“Alla mia città ho giurato eterno amore”, recita lo striscione fatto scendere dalla transenna principale sotto l’enorme scritta “Ferrara” realizzata nel cuore della curva con le bandierine bianche e l’azzurro come sfondo. Tutti i presenti gradiscono e applaudono, prima di rivolgere lo sguardo dall’altra parte, dove la curva romanista celebra con uno striscione il compleanno della Città di Roma, fondata il 21 aprile 753 a.c.: “2771 anni e ancora splendi urbe mia”.

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La gara parte e i boati da parte di entrambe le tifoserie rimbombano sul campo. Attorno al 10’ il pubblico locale s’imbestialisce per l’ennesimo episodio arbitrale di quest’anno: Tagliavento e i suoi collaboratori vengono pesantemente contestati per il rigore non concesso per il presunto fallo su Antenucci. Il tifo poi va avanti, la Spal viene sostenuta a gran voce, ma a chiudere il primo tempo in vantaggio è la Roma. Da segnalare il ricordo (applaudito da tutto lo stadio) da parte dei tifosi romanisti, che espongono uno striscione per Federico Aldrovandi.

La ripresa si apre con la Curva che prova a caricare la squadra intonando “Per la Ovest facci un gol...”, coro che perdura anche dopo lo 0-2 degli ospiti. Segue una sciarpata. La Roma dilaga nel punteggio, ma il popolo biancazzurro canta fino alla fine a testa altissima, ricordando, infine, che a Verona “stiamo arrivando”.

Alessio Duatti


 

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