Spal, 7 giorni di passione Ecco le mosse per Verona
I biancazzurri sono arrivati al momento decisivo del loro campionato Contro l’Hellas e poi con il Benevento saranno indispensabili due successi
FERRARA. Quattro giornate al termine del campionato. Due turni esterni ed altrettanti casalinghi, perfettamente intervallati: al Bentegodi col Verona, Benevento a Ferrara, trasferta a Torino sponda granata, chiusura al Mazza contro la Sampdoria. Ma le partite decisive, per la stagione della Spal, saranno le prossime due: Verona e Benevento. I turni successivi saranno condizionati da tanti fattori, imprevedibili in questo momento. Dai punti in classifica e dalla posizione dei biancazzurri, ovviamente, fino agli obiettivi ancora perseguibili - o meno - da Torino e blucerchiati, quindi dal loro grado di coinvolgimento sulle vicende finali del torneo: il Toro ha visto svanire ieri le ultime flebili speranze di approdo in Europa, la Samp (ora a -4 dall’Atalanta) ben difficilmente potrà centrare l’obiettivo.
La Spal non è attesa da un compito semplice, essenzialmente per quattro motivi: lo scenario di classifica disegnatosi ieri, col sorpasso operato dal Crotone; Verona è trasferta scomoda, insidiosa, a prescindere da come ci arriverà l’Hellas; il Benevento regala nulla, è in forma, motivato a dispetto della scontata retrocessione, rivitalizzato da mister De Zerbi e da acquisti di grande qualità ed esperienza: i campani giocano bene, vantano mente sgombra, hanno appena vinto a San Siro contro il Milan e così come non si sono commossi davanti al sogno Europa League dei rossoneri, altrettanto faranno al cospetto dell’obiettivo salvezza dei biancazzurri; ma, soprattutto, la Spal dovrà ricaricarsi, rigenerarsi fisicamente e mentalmente.
Basterà questa settimana, senza impegni di mezzo, per riuscirci? Aiuterà il fatto che il Verona, impegnato questa sera a Genova, avrà due giorni di riposo in meno rispetto alla squadra di mister Semplici?
È auspicabile, naturalmente. La partita di sabato contro la Roma, con relativo ko 0-3, fa testo ma fino ad un certo punto. È stata cartina al tornasole del disagio biancazzurro, di quanto fosse svuotata la Spal, spremuta dalla rimonta effettuata grazie agli otto risultati utili consecutivi e - principalmente - dalle ultime tre partite giocate in sette giorni, senza molti uomini out per infortunio o rientrati ma lontani dal top. La vera differenza, però, l’ha fatta l’abissale differenza di valori - di qualità, di impatto atletico - con la Roma. Contro un altro avversario, più modesto, la Spal sarebbe magari riuscita a mascherare o limitare le proprie sofferenze, ed a conquistare quel punticino che in questo momento avrebbe pesato eccome. Ciò non toglie che i biancazzurri siano apparsi sulle ginocchia. Ma l’aspetto fisico è condizionato da quello mentale. La Spal è squadra le cui performances sono strettamente legate agli aspetti di testa. La ripresa, l’ascesa, da Crotone in poi, sono avvenute grazie ad una convinzione, ad una volontà feroce, ad una lucidità incredibili. Il pareggio contro la Juventus ne è stata fotografia emblematica. Quando, per contro, la Spal stacca la spina, allora sono guai grossi. Si era visto in occasione delle goleade interne patite ad opera di Lazio e Milan, si è tornati a notarlo sabato con la Roma: dopo il rigore negato la squadra si è innervosita, e sotto la pressione avversaria - che obbligava i difensori di casa a calciare lungo, con Manolas e Fazio che le prendevano tutte - ha commesso errori, perso palloni, che l’hanno portata a smarrire certezze, a disunirsi, a subire il gol, a rischiarne altri, a incassare i successivi due. Con la bandiera bianca della resa già abbondantemente innalzata. La Spal non c’era più. Svuotata di energie mentali, ancor prima che atletiche.
Certo, adesso sarà fondamentale recuperare forze e infortunati, o acciaccati. E puntare su elementi freschi, o più riposati di altri. Viviani non ha giocato l’intera gara col Chievo, ed è rimasto in panchina contro la Roma; Everton Luiz non ha disputato il turno infrasettimanale, inoltre nelle ultime nove partite è stato titolare solo tre volte; Schiattarella se recupererà al 100% sarà imprescindibile, per doti, per peso nell’economia collettiva e perchè nelle ultime quattro gare ha giocato solo un quarto d’ora col Chievo e un tempo con la Roma. Poi andranno valutate le possibilità di recupero dei vari Maret, Vicari e Costa. Bonazzoli, Vitale e Simic sono opzioni giovani, di qualità e di gamba, ma crediamo che a Verona mister Semplici, dopo aver soppesato le condizioni fisiche dei suoi, opterà per gli uomini più adusi a sfide del genere, abituati a certe partite: i giovani, magari, vanno inseriti in contesti meno gravosi.
Al di là di tutto, delle avversarie, della classifica, l’evidenza è una sola: la Spal per sperare di salvarsi, per farcela, deve battere Verona e Benevento. I 7 punti in 4 gare indicati sabato dal presidente Mattioli come sufficienti per salvarsi, potrebbero non bastare. Intanto, è indispensabile farne subito 6. Senza proiettarsi troppo oltre, si inizi da 3. Quelli da cogliere al Bentegodi contro il Verona. Altrimenti non ci sarà margine. Questa sarà una lunga settimana di passione e trepidazione.
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