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Con un piede già in B l’Hellas è assediata dalla contestazione

Con un piede già in B l’Hellas è assediata dalla contestazione

Il ko in casa del Genoa ha ipotecato la retrocessione Tifosi infuriati, mister Pecchia cerca di salvare la faccia

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FERRARA. La bandiera bianca è ormai pronta per esser alzata sopra la famosa “scaletta” veronese. Dopo il monday night di Genova (3-1, a segno nella ripresa Romulo su rigore, dopo l’immediato vantaggio a inizio gara di Medeiros) la formazione gialloblù è virtualmente in serie B, per una delle retrocessioni più meritate che si ricordino, vista la pochezza espressa sui vari campi e per il caos generato all’interno della società a livello dirigenziale e tecnico. Quella di “Marassi” era l’ennesima ultima spiaggia per un Verona che, a detta di molti, è già retrocesso sul campo da tempo, ma nemmeno la matematica riesce a dare pace ai suoi tifosi, mettendo fine a questa travagliata stagione.

Lunedì sera, l’Hellas ha disputato una seconda frazione di gara decisamente migliore della prima, ma proprio nel momento in cui sarebbe potuto accadere il miracolo, ecco la dura legge dell’ex: Bessa segna e condanna i suoi ex compagni, esultando in virtù del non proprio amorevole rapporto avuto con mister Pecchia. Poi, ad arrotondare il risultato, una magia di Pandev, con un pallonetto da cineteca

«Meglio non guardare la classifica. È evidente che siamo con un piede in B»: così ha dichiarato Alessio Cerci, uno degli uomini su cui la dirigenza scaligera aveva puntato per tentare di mantenere una categoria ora sempre più lontana. Il calendario da qui a fine stagione metterà di fronte al Verona la partita interna di domenica con la Spal, le due trasferte di Milano col Milan e di Torino con la Juve, nel mezzo l’altra sfida casalinga contro l’Udinese.

Chissà, però, se saranno proprio i biancazzurri a dare subito il colpo di grazia, in una domenica che si prospetta molto calda sotto più punti, considerato che al “Bentegodi” il popolo locale manifesterà ancora una volta il proprio disappunto per le ultime vicissitudini. I padroni di casa tenteranno di salvare la faccia, rimandando il ko definitivo ad altra data, e per questo l’impegno che dovrà mettere la Spal sul campo dovrà essere massimo. Tuttavia, gli estensi si troveranno di fronte una squadra in totale confusione, nervosa e priva di idee. Basti pensare che i gialloblù non segnano su azione da quasi seicento minuti, ossia dalla partita con il Chievo delo scorso 10 marzo: in gol il difensore Caracciolo. Poi, sono arrivate soltanto due gioie, entrambe dagli undici metri (con Cagliari e Genoa), sempre a firma Romulo.

La lista degli infortunati nelle recenti uscite si è allungata senza tregua, con i vari Bianchetti, Boldor, Buchel, Kean, Laner, Zaccagni e Fossati che sono spesso rimasti ai box: vedremo se Pecchia recupererà qualcuno in vista di domenica.

Nel 4-3-3 dell’Hellas si stanno facendo vari esperimenti con esordienti (molto interessante il 1999 Danzi e l’altro giovane Bearzoni), mentre altri elementi vengono schierati per necessità in ruoli non naturali. Ferrari e Vukovic compongono solitamente la coppia davanti a Nicolas, mentre Romulo e uno tra Souprayen o Felicioli agiscono come terzini. Occhio perché il terzino anche ex Juve si può alzare a interpretare il ruolo di mezzo destro a centrocampo, mentre un altro jolly è il mancino Fares. Danzi ha preso il posto di regista, mentre le mezze ali possono essere Bearzoni, Calvano, Valoti o Franco Zuculini. Davanti l’unica punta di ruolo – che spesso però parte dalla panchina – è l’ex Bologna Petkovic, mentre tutti gli altri a disposizione sono brevilinei che possono agire sugli esterni alti interscambiandosi o fungere da “falso nove”. Tra i nomi figurano Cerci, Aarons, Verde e Matos.

Numeri inquietanti quelli del Verona - secondo peggior attacco con appena 27 reti all’attivo e seconda peggior difesa del torneo con 68 gol subiti - con i suoi 25 punti in graduatoria che valgono il penultimo posto. In casa gli scaligeri hanno vinto 5 volte, pareggiato in una sola circostanza e perso nelle 11 undici altre. Al “Bentegodi” sono solo 13 le marcature segnate e ben 31 quelle subite. Nonostante questo, per la Spal ci sarà da battagliare. Ma la vittoria esterna è assolutamente un obbligo.

Alessio Duatti



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