Bulgarelli, tuffo tra gli scudetti Uno sguardo al cielo e la solidità
FERRARA. Poi, sì: giochi leggero ma quando l’agonismo sale ti arrabbi. Ti sbatti. Ci tieni. Eccome se ci provi. Nel caso della Bondi, ribaltare il pronostico. A tre anni di distanza, il Kleb del...
FERRARA. Poi, sì: giochi leggero ma quando l’agonismo sale ti arrabbi. Ti sbatti. Ci tieni. Eccome se ci provi. Nel caso della Bondi, ribaltare il pronostico. A tre anni di distanza, il Kleb del presidente Fabio Bulgarelli si rituffa nel più adrenalinico degli eventi cestistici: il playoff. L’ultima volta (primavera 2015) fu Trieste - una corazzata - ad eliminare un team estense che col cambio di allenatore (era arrivato Martelossi) aveva deliziato e gasato. Addirittura, pur perdendo Benfatto (il pivot titolare) alla prima azione della prima partita, Ferrara espugnò il Pala Rubini. Poi Trieste si riprese lo scettro e finì 1-2. Fu la serie che mise in luce il gigante buono Pipitone, che Trieste - incantata - volle l’anno dopo. Adesso, Pipitone, gioca a Scafati. Corsi e ricorsi...
La doppia serie campana (oggi si parte, martedì si prosegue) avrà in tribuna lo stesso Bulgarelli. Il “pres” resterà tre giorni assorbendo tutto. L’ultimo grande viaggio l’aveva fatto nel 2013: San Severo, battaglia playout. Ferri fuori per infortunio, Mobyt salva in “gara quattro”. Ora si gioca per una posta poderosa e un altro cambio in panchina (Bonacina per Martelossi, che stavolta è stato colui che ha dovuto lasciare: altri corsi e ricorsi...) ha favorito la “rimontona” nel ritorno. «Di San Severo ricordo ancora l’emozione che mi prese per tutta la partita - ammette Bulgarelli -, questa sfida di Scafati ha un sapore diverso. Di livello superiore. Però, oh: io la sento tanto anche questa di sfida. Ho la curiosità, e il desiderio, di vedere se riusciamo a fare due belle partite».
La Bondi ha trovato posto in un tabellone in cui ci sono dodici scudetti in bacheca, pubblico da record e piazze storiche quali Fortitudo Bologna, Trieste e Treviso. «Il nostro è stato un piccolo miracolo sportivo - spiega Bulgarelli -, perché le nostre avversarie hanno mediamente un budget che è il doppio del nostro. Questo torneo di categoria A2 ha molto poco: noi ci siamo con leggerezza e senso di squadra. Abbiamo la speranza, nulla più, di giocarci la serie A».
Eppure, nei giorni che hanno accompagnato il conto alla rovescia verso la partita, giocatori e staff non raccontavano di un playoff ritenuto una sorta di premio. Bulgarelli dixit: «Infatti è così. Raggiunto l’obiettivo sarebbero potute accadere due cose. L’apparire di un senso di appagamento oppure, come poi è successo, prendere piena coscienza delle potenzialità. I giocatori hanno dimostrato di potersela giocare con le prime: del resto il nostro girone di ritorno è stato solido. I ragazzi hanno prodotto una cavalcata da prime quattro. È cresciuto lo spirito di squadra, il gruppo. I giocatori si frequentano, stanno bene insieme. Sono compatti. È nata questa alchimia che è la nostra forza. Daremo tutto. Vogliamo fare una buona figura. A testa alta». E guardando al cielo, del resto, assecondi la filosofia di questo gioco chiamato basket.
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