Spal, una rimonta da salvezza
A Verona perde subito Lazzari per infortunio e va sotto 1-0. Poi la rimonta fino alla vittoria per 3-1 che vale il sorpasso sul Chievo
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VERONA. Più forte delle assenze. Più forte di un nuovo infortunio e del subitaneo svantaggio. Più forte della paura, delle difficoltà, di un primo tempo tremendamente brutto e difficile, condizionato da troppi accadimenti e fattori. Più forte di tutto. La Spal vince in rimonta a Verona contro l’Hellas: da 0-1 a 3-1. Il successo del cuore, della volontà, degli attributi. Il successo di chi vuole restare in serie A. L’affermazione vale il sorpasso al Chievo: Spal quartultima a +1. Salva, se il campionato finisse ora. Domenica al Mazza col Benevento servirà un’altra vittoria.
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Sorpresa all’annuncio delle formazioni. Nella Spal gioca Antenucci. Il capitano è in campo dall’inizio, dopo una settimana in cui pareva che dovesse dare forfait per problemi al polpaccio. Ha prevalso il suo spirito di leader. A fargli da spalla c’è Floccari, resta fuori Paloschi. Gli altri sono quelli previsti. Alla luce delle numerose assenze (Meret, Salamon, Vaisanen, Viviani; Schiattarella in panchina per animo battagliero) giocano Gomis in porta ed Everton Luiz come perno di centrocampo.
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A guai si aggiungono guai: dopo nemmeno 8 minuti Lazzari chiede il cambio. Si accascia, viene curato, riprova. Non ce la fa. Esce a braccia, poi con una vistosa imbragatura al ginocchio destro: ahi, ahi, ahi, il rischio è anche il seguito della stagione. Il laterale viene rilevato da Costa che va a sinistra, con Mattiello che trasloca a destra. Un bel problema. Che diventa problemone perchè, a cambio appena effettuato, la Spal viene subito infilata.
La verticalizzazione centrale è per Valoti, le maglie biancazzurre sono larghissime ed il figlio di Aladino si presenta indisturbato davanti a Gomis per infilarlo con il destro. Valoti junior contro l’ex squadra di papà si scatena: l’anno scorso a Ferrara 2 reti nel 3-1 per l’Hellas. La Spal? Non pervenuta. È molle. Vaga. Non si trova. Perde tutti i duelli. Arriva in ritardo su tutti i palloni. Non azzecca un passaggio. Non tiene un pallone. Lo scenario è opposto a quello auspicato. Erano i biancazzurri che dovevano aggredire, passare in vantaggio. Così è come scalare il Tourmalet con una Graziellina. Succede perfino che si animi il tifo di casa, con la curva inizialmente ostile che prende a incitare a gran voce l’Hellas. Non ci siamo. Serve animo, ma pare smarrito.
Semplici si toglie la giacca, sorseggia acqua, allarga le braccia. Ma con lo scorrere dei minuti la Spal dà qualche segnale di risveglio. Prende l’iniziativa, avanza il baricentro, manovra. Un paio di tiri senza pretese che però sono spia di un piglio un po’ più vivace. Poi è Mattielo, di testa, a mettere paura per la prima volta a Nicolas che si salva in qualche modo, in angolo. Ma è un flebile fuoco di paglia. La squadra è scollata, lunga, reparti troppo distanti. E sembra non esserci un’idea. Però le vie del calcio sono infinite. All’ultimo secondo dei quattro minuti di recupero, un cross da sinistra dell’azzoppato Costa viene incornato nella propria rete dal goffo Fares, impaurito da Kurtic alle sue spalle. L’1-1 è insperato oro che cola.
Nella ripresa la Spal parte all’assalto. Prima sfiora il 2-1, poi rischia di beccare il gol del ko con un contropiede da corner a favore, ma Gomis è provvidenziale. Quindi, è clamoroso il rigore che non viene concesso ai biancazzurri: non ci si capacita della decisione di Banti. Da lì la partita diventa folle. Squadre lunghissime, batti e ribatti, errori tecnici in serie. A venti dalla fine, Paloschi rimpiazza Floccari. E subito dopo la Spal passa. Cross di Costa, mani e rigore, ovviamente ignoratto.
Angolo dello stesso Costa, deviazione di Vicari e Felipe s’inventa una spettacolare acrobazia ravvicinata che fa esplodere la porzione biancazzurra del Bentegodi. Incredibile, Spal avanti. Spal salva. Con la volontà. Il tris di Kurtic è il timbro alla rimonta salvezza. Ora bisogna finire il lavoro.
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