Al Bentegodi c’è un muro tutto biancazzurro: “Siamo sempre qua”
Sofferenza, gioia e poi alla fine della partita è un vero delirio. Tremila cuori e una squadra: l’obiettivo salvezza si avvicina
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VERONA. La non lontana trasferta di Verona: il penultimo appuntamento esterno di questa stagione per squadra e tifo biancazzurri. Il popolo estense - dopo aver macinato senza troppi problemi la Transpolesana - si è accomodato nei due anelli di settore ospiti con almeno un’ora di anticipo rispetto al fischio iniziale, esponendo i tradizionali vessilli tipici da “Ovest Away”. Un muro biancazzurro che ha letteralmente colorato la zona “nord” dell’ormai fatiscente Bentegodi. La carica del pubblico spallino non si è fatta attendere con due cascate di applausi arrivate nei momenti d’ingresso di portieri e squadra. E mentre durante il riscaldamento il tifo ferrarese alzava al cielo il coro “Siamo sempre qua che cantiam per te, alè la Spal alè...”, quello scaligero accoglieva il proprio tecnico - Fabio Pecchia - subissandolo di fischi, in un Bentegodi ieri parso decisamente vuoto rispetto al solito, con un clima retrocessione percepito in maniera inequivocabile.
A ridosso del fischio iniziale i quasi 3000 cuori biancazzurri hanno alzato le mani al cielo scandendo il ritmo di un potentissimo “Forza Spal” ripetuto più volte e seguito da un altrettanto altissimo “Forza Ferrara alè...”. I tifosi gialloblù, invece, non hanno risparmiato insulti ai propri giocatori durante la lettura delle formazioni. Il match inizia e prosegue la colonna sonora del sostegno ferrarese, costretto dopo pochi minuti ad assistere al vantaggio di Valoti che però non sposta di un millimetro le intenzioni del popolo, impegnato a sostenere la squadra con un bellissimo “Forza ragazzi”. La Spal trova il pareggio allo scadere del primo tempo e il settore ospiti, assiepato dietro la porta veronese, esplode di gioia. La ripresa si apre con la scenografica sciarpata biancazzurra.
In campo succede di tutto: il popolo protesta contro l’ennesima decisione arbitrale contraria e continua l’incitamento sulle note di “Segna per noi... vogliamo vincere”. Una sorta di premonizione visto che poco dopo Felipe scuote la rete avversaria: sugli spalti è delirio totale. Nel finale c’è da soffrire. La Spal lo fa, ovviamente insieme alla sua gente che si esalta per le chiusure battagliere di Everton Luiz e che può urlare nuovamente al gol chiusura di Kurtic. È una grande festa, che procede spedita anche con il Bentegodi deserto. L’entusiasmo fino all’arrivo nei vari ritrovi di Ferrara è incontenibile. In quel di Verona ha vinto la Spal, ha vinto la sua straordinaria gente, ha vinto un popolo intero. Che ora sogna per davvero il raggiungimento dell’obiettivo.
Alessio Duatti
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