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Costa, prova perfetta Contro il Verona è stato protagonista

Costa, prova perfetta Contro il Verona è stato protagonista

Il laterale sinistro ha macinato chilometri e mandato in tilt l’Hellas Ed ha anche messo lo zampino in tutte le tre reti della Spal 

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FERRARA. Per un qualsiasi calciatore entrare a freddo dalla panchina già di per sé non è una cosa semplice. Farlo tra lo sconforto generale per l’uscita dal campo di un proprio (importante) compagno infortunatosi in maniera vistosa lo è ancor di più. Se poi vogliamo metterci il carico da novanta sul coefficiente di difficoltà ci aggiungiamo anche il gol subìto dalla squadra proprio nella medesima fase. Ma il determinato e ritrovato Filippo Costa ha superato ogni difficoltà elencata. Si è preso qualche minuto d’ambientamento prima di carburare e sprintare oltre il 90’, contribuendo da assoluto protagonista alla vittoria spallina in quel di Verona. Tre gol della Spal e tre volte lo zampino del “gufetto” biancazzurro in maglia 33. Non un caso se andiamo ad analizzare la sontuosa prestazione. Una domenica che “Pippo” non dimenticherà di certo. La conosciuta aria del Bentegodi (lui ex Chievo Verona) deve avergli fatto proprio bene. Al suo ingresso - dicevamo - ha sofferto un pochino le ultime gocce di benzina rimaste nel non grande serbatoio di Cerci e ha dovuto limitarsi per un piccolo frangente ad una fase difensiva un po’ complicata. Poi però il fiato è stato rotto e Costa ha iniziato a macinare i chilometri sulla sua corsia mancina proponendo sgroppate sempre significative e mandando letteralmente in tilt Ferrari. Il primo timbrino l’ha messo proprio lui, nell’episodio che con ogni probabilità ha svoltato partita e stagione biancazzurra: cross con tecnica, sensibilità e giri giusti, incertezza difensiva scaligera e sciagurato autogol di Fares. Il secondo episodio firmato Costa è il calcio d’angolo battuto alla perfezione sulla testa di Vicari che ha prolungato la sfera sul mancino vincente di Felipe. Infine la terza situazione con il contropiede gestito in maniera ultra intelligente e con l’assistenza determinante fornita per il primo urlo spallino di Jasmin Kurtic. Cosa chiedere di più a un esterno di fascia in una sola partita? Probabilmente davvero poco altro. La sostanzialmente perfetta ventesima apparizione stagionale di Costa lascia ben sperare tutto l’ambiente per questo finale di campionato, con la Spal che dovrà inventarsi qualcosa nel caso l’infortunio di Lazzari dovesse avergli fatto terminare anzitempo la stagione. La spinta sulle fasce è un fattore imprescindibile per una squadra come la Spal: arrivasse chirurgicamente con continuità e tecnica da entrambe le parti sarebbe oro colato, ma diciamo che ci accontentiamo anche solo di una bella arata di campo, ben eseguita, battezzando un lato forte come accaduto domenica a Verona. Pippo Costa vuol chiudere al meglio una stagione che l’ha visto scendere in campo in maniera un pochino troppo discontinua a livelli di prestazioni fino a novembre, poi ci si è messo il lungo infortunio alla gamba a compromettere presenze in campo e successiva condizione atletica. Il rientro con Sassuolo e Juve a metà marzo era stato assai positivo e la Spal sembrava aver ritrovato finalmente il suo “gufetto” migliore. Un altro piccolo guaio l’aveva lasciato fuori nel doppio deludente confronto interno contro Chievo e Roma, ma ora il classe 1995 è tornato a disposizione da vero protagonista e vuol rimanere sugli stessi binari anche nelle prossime tre stazioni. Occorrerà però fare attenzione al pericolo giallo: Costa figura nel lungo elenco dei diffidati e una sua ammonizione potrebbe risultare davvero pesante in questo tesissimo rush conclusivo.

Alessio Duatti

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