Spal in ansia per Lazzari. Ora il referto
Risonanza dopo la distorsione al ginocchio Titolare 35 volte su 35, l’assenza sarà pesante
FERRARA. Spal in ansia per Manuel Lazzari. La preoccupazione era forte, tra domenica e ieri. L’infortunio al ginocchio destro rimediato dal laterale nei minuti iniziali della partita del Bentegodi contro il Verona non è di quelli che lasciano tranquilli. Distorsione, ed in questi casi il timore è che possano essere interessati i legamenti, che il danno sia grave, che possa esserci il rischio di un’operazione e di un conseguente lungo stop. Lazzari è uscito vistosamente zoppicante. Sorretto. Quando è riapparso a bordocampo, usava le stampelle. Insomma, un quadro per nulla rassicurante. Ieri era in programma la risonanza magnetica, indispensabile accertamento strumentale per verificare l’esatta portata del danno e stabilire la prognosi. La Spal si è riservata comunicazioni, sia sul fatto che gli esami siano stati effettuati, sia - soprattutto - sugli esiti dello stesso.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.16782054:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.16782054:1650661397/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Inutile trarre conclusioni in assenza di un bollettino medico. Ci si deve però preparare all’assenza di Lazzari. Una distorsione al ginocchio non si assorbe dall’oggi al domani. Per la Spal è una perdita gravissima. 35 volte titolare in 35 gare, 2 gol ed altrettanti assist, laterale nel 5-3-2, terzino nell’assetto “a quattro”, anche centrocampista di destra sempre con il 4-4-2 adottato a volte a gara in corso. Uno dei principali argomenti del gioco biancazzurro. Insomma, un pilastro. Se non sostituibile, difficilmente sostituibile. O, almeno, non da qualcuno con caratteristiche simili. Lazzari è unico.
La fortuna della Spal è il gruppo, la sua compattezza, le risposte che sanno dare gli elementi chiamati a subentrare, ad avvicendarsi. È stato così per tutti. Trasloco di fascia per Mattiello, Costa a sinistra. Mattiello non sarà mai uno sprinter cone Lazzari. Struttura morfologica, passo, attitudini: tutto li separa. Epperò, Mattiello a Verona ha dato un buon contributo offensivo, ha spinto, ha sfiorato il gol di testa, si era procurato un rigore (non concesso).
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:sport:1.16778250:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/sport/2018/04/30/news/al-bentegodi-c-e-un-muro-tutto-biancazzurro-siamo-sempre-qua-1.16778250]]
La bravura della Spal, domenica con il Benevento ed eventualmente nelle due successive partite con Torino e Sampdoria, dovrà essere quella di andare oltre l’assenza di Lazzari, di saper trovare soluzioni alternative al fluire del gioco, ed anche quella di mettere Mattiello nelle condizioni migliori per esprimersi secondo le sue doti, senza paragoni e pressioni: ognuno, come detto, ha caratteristiche proprie. Di certo la Spal non è fortunata. In ordine sparso: lo stesso Mattiello, Costa, Vicari, Kurtic, Grassi, Schiattarella, Meret, Viviani, Antenucci, Bonazzoli, Lazzari. Anche Salamon e Vaisanen fuori dalla lista dei convocati a Verona. Tutti infortunati più o meno gravemente, più o meno contemporaneamente, sicuramente in coincidenza con le partite più difficili e decisive della stagione. Qualcuno è stato fuori poco, qualcuno di più, qualcuno ha finito la stagione, altri hanno giocato stringendo i denti, per attaccamento alla maglia. Nella fase calda, con gare ravvicinatissime (Fiorentina-Chievo-Roma in sette giorni, poi Verona) ed in generale tutte cruciali, l’handicap è stato ed è non di poco conto. La Spal ha dimostrato di volerlo e poterlo superare. È ciò che infonde fiducia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
