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Spal, scelte obbligate. Per Lazzari torneo finito

di Paolo Negri
Spal, scelte obbligate. Per Lazzari torneo finito

Schiattarella e Viviani out: confermata la mediana di Verona

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FERRARA. E se la Spal va a +4 sul Chievo... O se sorpassa il Crotone... O se aggancia i calabresi e resta davanti ai pandorini... E se i biancazzurri sorpassano il Cagliari e l’Udinese... Se, se, se... Il calcio, come la storia e la vita, non si fa con i se. Allora mettiamola così, come deve essere: che la Spal batta il Benevento, nella peggiore delle ipotesi resterebbe in zona-salvezza. Poi tutto il resto lo vedremo, per analisi e calcoli ci sarà tempo. Una volta di più, ciò che conterà sarà soprattutto il risultato dei biancazzurri.

Uno guarda la classifica e pensa che con il già retrocesso Benevento sarà tutto scontato. Ebbene, no. Non si può pensare che il compito sia agevole contro una squadra che è andata a castrare i sogni europei del Milan, che ha tolto all’Udinese due punti che avrebbero messo quasi al riparo i friulani, che schiera un pluri Nazionale francese quale Sagna (Arsenal, Manchester City) e quel Sandro - 29 anni - che fino al 2014 (non un secolo fa) era al Tottenham e che vanta 18 presenze nella Nazionale brasiliana. Insomma, occhio.

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C’è poi un altro aspetto: gli infortuni, le assenze. Della Spal, intendiamo. L’ultima tegola è quella di Lazzari, azzoppatosi a Verona. Senza tanti giri di parole: campionato finito. Distorsione al ginocchio, «lesione distrattiva di 1° grado del legamento collaterale mediale». In casi del genere, la prognosi va dalle due alle otto settimane. Se anche fossero due - improbabile - Lazzari il 20 con la Sampdoria, per l’ultima giornata, non giocherebbe. Si ricorderà che l’ex capitano biancazzurro Pino Brescia ebbe infortunio analogo il 26 maggio 1996, ultimo turno della stagione regolare di C1, Spal-Monza 1-1. Brescia venne sostituito al 26’ e non giocò le semifinali play off del 9 e 16 giugno.

Adesso si tratta di capire la formazione che mister Semplici potrà opporre al Benevento. Di Meret e Lazzari si sa. Ma esistono margini, anche solo parziali, per recuperare Schiattarella e Viviani? Difficile, molto difficile. Il bollettino di ieri recita «solo terapie per Pasquale Schiattarella dopo la riacutizzazione della distorsione alla caviglia rimediata nelle scorse settimane». Assente Federico Viviani «che, a causa di un problema muscolare al polpaccio destro accusato durante la rifinitura di sabato scorso, è stato sottoposto a fisioterapia in attesa di ulteriori accertamenti». Antenucci, in campo per tutta la gara di Verona, gestendosi al meglio ci sarà. Vaisanen, assente con l’Hellas, ieri ha lavorato a parte, a causa dell’elongazione del bicipite femorale sinistro: è out. Salamon è invece regolarmente rientrato in gruppo. Simic ieri è rimasto a riposo a causa dell’influenza. Allo stato, si può ipotizzare questo schieramento di partenza:

Gomis; Mattiello, Cionek, Vicari, Felipe, Costa; Grassi, Everton Luiz, Kurtic; Paloschi, Antenucci

Scelte obbligate a centrocampo, panca senza alternative testuali per la laterale destra, Bonazzoli e Floccari opzioni per l’attacco. Morale, la Spal dovrà attingere a tutte le proprie risorse: mentali, caratteriali, di spirito di gruppo, prima ancora che tecniche e atletiche. Ricorrendo alla retorica si può affermare che i biancazzurri dovranno gettare il cuore oltre l’ostacolo. Hanno già saputo farlo, domenica sono chiamati a ripetersi. In gioco c’è una bella porzione di salvezza.
 

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