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Spal, il traguardo è più vicino

Spal, il traguardo è più vicino

I biancazzurri superano 2-0 il già retrocesso Benevento con le reti di Paloschi e di Antenucci

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FERRARA. Firmata dai bomber. Paloschi e Antenucci mandano al tappeto il Benevento ed esaltano la Spal: seconda vittoria consecutiva, altri tre punti fondamentali per avvicinare la salvezza. Il vantaggio sul terzultimo posto resta risicato, ma le squadre alle spalle ora sono quattro, e l’auspicio è che a retrocedere (con Benevento e Verona) sia una di loro. L’opera va completata, ma la Spal ha compiuto un notevole passo avanti.

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Certo, che sofferenza, ma la tensione era davvero troppa. Spal senza Meret, Lazzari, Floccari, Viviani e Vaisanen; Schiattarella in panchina, più o meno utilizzabile. Formazione ampiamente annunciata, con Mattiello terzino destro, Everton mediano di riferimento, Paloschi al fianco di bomber Antenucci. Benevento senza una dozzina di uomini, solo 18 giocatori a referto, compresi tre Primavera. Al centro dell’attacco torna il cannoniere Diabatè. Curiosità per vedere all’opera i qualitativi veterani Sagna e Sandro.

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Avvio assai complicato, per i biancazzurri. La squadra è legata, passiva, non propositiva. Il Benevento prende in mano le redini del gioco, manovra, corre, si stende in maniera ariosa. Spal penalizzata dai tanti errori di misura. Palloni persi in serie, mancato possesso, fascia destra inesplorata. Gomis deve volare per togliere dal “sette” la punizione di Viola, dopo fallo di Vicari che costa al centrale l’ammonizione sinonimo di squalifica per domenica a Torino. Il frequente pressing alto di Everton quasi mai è accompagnato dal resto della squadra, che resta ancorata dietro. La gente percepisce le difficoltà e ruggisce forte per dare animo.

Basta una scintilla. Grassi affonda il tackle sull’improvvido Gyamfi e innesca Antenucci, il cui galoppo sfocia in un terrificante destro ravvicinato che, toccato da Puggioni, spezza la traversa; sul rimbalzo è rapace Paloschi che di testa ribadisce in rete e fa esplodere il Mazza, con lo stesso centravanti che esulta arringando la folla per invitarla ad alzare ulteriormente i decibel. Esaudito. 

Primo tempo di tensione, d’altra parte la gara ha peso specifico solo per la Spal. Che andando all’intervallo sul vantaggio acquisito la incammina bene. Nella ripresa i biancazzurri ripartono apparendo ancora contratti. Controllo delle operazioni e precisione mancano all’appello, così come le distanze tra i reparti non sono ottimali. Anche così, la nuova chance per il gol è spallina, ma Kurtic - di testa - se la divora: si poteva e doveva fare molto meglio, lo sloveno non l’ha piazzata. Spal condizionata dalla paura di vincere. Con maggior scioltezza (mentale) il successo sarebbe già in cassaforte.

Ad infiammare lo stadio pensa Everton: piazza un paio di contrasti dei suoi, recupera altrettanti palloni e la Ovest lo osanna gridando alto il suo nome. Permane però l’equilibrio, ed il timore è che se la Spal non centra il bis poi si esponga alla pericolosa beffa. Infatti, Kurtic rischia la frittatona. A squarciare la cappa di patimento emozionale pensa l’imberbe Sperandeo, che su abile sponda aerea di Kurtic per Antenucci rincorre e spinge il capitano di quel tanto che basta per farlo ruzzolare e generare il rigore. Lo stesso capitano trasforma e la paura evapora. Finalmente. Finisce in gaudio.

La folla canta, la squadra salta, Semplici viene invocato dal popolo. A due turni dal termine del campionato la Spal è in salvo, però a Torino con i granata e poi in chiusura contro la Samp sarà indispensabile incamerare altri punti, 3 o 4 in tutti (salvo combinazioni favorevoli). Alla vigilia della stagione, in ogni caso, si sarebbe messa la firma al profilarsi di un simile quadro a questo punto dell’annata. Bisogna calmare l’impazienza, il traguardo è lì vicino, lo si vede. Sopra c’è scritto serie A.

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