“Ammiraglio” in campo e fuori Rizzitiello: «Sì, la Baltur c’è»
CENTO. Non è stato bene per tre settimane, a causa del risentimento di una vecchia ferita. Il peggio è passato, eccome se è passato. E il suo messaggio è chiaro: stringere i denti. Ora più che mai. E...
CENTO. Non è stato bene per tre settimane, a causa del risentimento di una vecchia ferita. Il peggio è passato, eccome se è passato. E il suo messaggio è chiaro: stringere i denti. Ora più che mai. E adattarsi a quanto richiesto dal coach. La risposta dell’Ammiraglio è stata tutta un programma: 100% nel tiro da tre punti, una serie di fendenti che hanno confermato la forma ritrovata. Una presenza in campo, anche spalle a canestro, ruolo tipicamente non suo, arma da utilizzarsi anche nella prossima serie. A San Giorgio su LegnanoRizzitiello è stato il migliore in campo, al pari del capitano D’Alessandro. Dedica al “Benfa” il passaggio del turno e guarda con fiducia al futuro.
«Sono contento, ho fatto una bella partita, resa ancora migliore dall’aver vinto. Se giochi bene, ma poi perdi - dice Rizzitiello -, non serve a nulla. È importante aver vinto, abbiamo passato il turno subito ed era la prima partita senza Benfatto. A proposito, abbiamo vinto anche per lui, io ci sono passato e so cosa vuol dire (si ruppe i legamenti ai tempi di Eurobasket Roma, ndr), aver vinto ci dà fiducia. Si diceva tanto di Lenti che senza Benfatto poteva metterci in difficoltà, a me pare che Lenti non si sia mosso di un centimetro. Non siamo andati così male... È evidente che venendoci a mancare il pivot manca un punto di riferimento e qualcosa cambieremo, forse giocheremo più aperti, il coach sa cosa dover fare».
Rizzitiello spalle a canestro non è andato male. Quando poi usciva dal perimetro trovava praterie per poter colpire: «Adesso dobbiamo dare tutti un po’ di più, io là sotto penso di aver fatto qualcosa di buono. Una volta ho anche forzato, altri palloni li ho giocati meglio. Abbiamo tirato molto da tre, non perché non c’era il centro titolare da poter servire, ma perché costantemente sfidati al tiro; come in gara 1. Ci lasciavano un metro e noi tiravano. Mai un tiro forzato, tutti tiri puliti. È andata bene».
Omegna fatica, Piacenza arranca. Cento e Firenze da una parte e dall’altra sono lanciate e attendono il nome della semifinalista: «Aspettiamo, l’una vale l’altra - chiude l’Ammiraglio Nelson -, Montecatini e Faenza sono comunque due buone squadre. Si va avanti e restano le più forti. Una la conosciamo bene, perché già ci abbiamo giocato: in casa vanno forte, ci abbiamo vinto solo noi, alla fine si è anche rischiato. A Montecatini ci ho giocato. Non ho preferenze. C’è tempo per pensare a Firenze, una cosa alla volta. E non dimentichiamo che siamo noi la squadra da battere».
Un messaggio di forza, rivolto all’interno e all’esterno. Anche senza il Benfa, la Baltur ci crede.
Simone Gagliardi
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