Spal, “Mister Easy” stavolta sceglie la concretezza
Semplici si gusta una vittoria fondamentale: «Magari non belli ma efficaci. Everton super»
FERRARA. Que sera, sera... Rimbomba il finale, salta la curva. Sorride la Spal. “Che sarà, sarà...” canta la Ovest mentre il sole tramonta e Ferrara impila in classifica tre punti valor platino. Ovacion y musica: al Mazza finisce in tripudio. La battaglia salvezza ha vissuto, ieri, novanta minuti non banali.
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«Non belli ma concreti» sussurra subito mister Semplici, appena si accomoda nella poltrona in sala stampa. E per ribadire un concetto, il trainer degli estensi, fa uno strappo alla regola: parla di un singolo. «Everton Luiz è stato il migliore in campo». Non poesia in queste ultime sfide sul prato verde. Di lotta e non di governo. «Per le caratteristiche del Benevento, e per i giocatori che potevo schierare questa volta - spiega Semplici -, non saremmo stati in grado di giocare in maniera diversa. Dovevamo aspettare i nostri avversari e cercare di ripartire sfruttando la velocità di Antenucci e Paloschi. In altre circostanze siamo stati propositivi, con palleggio più efficace. Poi magari non arrivavano punti: questa volta l’abbiamo preparata diversamente e devo ringraziare i miei calciatori perché hanno rispettato le consegne».
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Diciamo che con meno carboni ardenti in testa, data la posta in palio per la Spal, magari qualcosina di meglio si sarebbe potuto fare. Invece, questa maledetta pressione... «Era un esame importante per mille motivi, lo sappiamo. Anche squadre molto forti e che puntano ad obiettivi alti a volte sentono il peso della pressione (vedi il Napoli; ndr). Le cose per forza, dicevo alla vigilia, non ci riescono bene. Nel senso che quando devi vincere a tutti i costi, mica è facile. Il nostro obiettivo è la salvezza, nelle ultime due settimane abbiamo avuto davanti partite che psicologicamente pesavano. Durante questi giorni non abbiamo voluto caricare esageratamente i ragazzi sotto il profilo emotivo».
Eppure qualche palla persa di troppo, soprattutto nel primo tempo, ha messo in ansia il Mazza. Che si può fare dalla panchina? Semplici sorride: «Si guarda in cielo e si spera». Battute a parte, il trainer amplia il concetto: «Dai, la tensione si sentiva. Non sempre si possono avere serenità e sfrontatezza per verticalizzare con qualità». Poi, se in mezzo c’è Everton Luiz e non Schiattarella (o Viviani), logico che la qualità ne risenta. Ad ogni modo, in saccoccia c’è bottino. Semplici la guarda, ora, la classifica? Macché, non c’è verso... «Uno: non mi aspetto regali dagli altri nelle prossime due partite. Due: guardo in casa mia e per le prossime due gare chiederò ai miei uno sforzo importante. Calcoli non ne ho mai fatti, sempre vissuto alla giornata. Però non sarebbe male, giunti a questo punto, che mancasse un solo punto per arrivare al traguardo. Invito tutti, comunque, a lasciare perdere le calcolatrici: tra anticipi e posticipi si innescano tante variabili psicologiche in chi gioca prima e chi dopo». E le energie nervose si fan dispersive. Volatili. Step by step suggerisce Semplici. Un passo alla volta. Come quei tanti pareggi che adesso danno un po’ di solidità alla graduatoria spallina.
Proprio i punticini messi insieme uno in fila all’altro, consecutivi, secondo De Zerbi sono stati il valore aggiunto della Spal. Il tecnico del Benevento lo ribadisce anche nel post partita: «La Spal nei mesi scorsi ha avuto l’esperienza nel sapersi accontentare. Dove non potevano vincere, i giocatori hanno capito che valeva la pena battersi per non perdere. Poi nelle ultime due giornate hanno affondato il colpo».
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