Dal volpino al rapace: l’arte spallina del gol
L’ex bomber Pezzato in curva col Benevento. E ha solo elogi per Paloschi e Antenucci
FERRARA. Uno era il volpino. L’altro è un rapace. Il primo: Franco Pezzato, classe 1947. Tra gli anni Settanta ed i primi Ottanta ha collezionato 241 partite con la Spal realizzando 81 gol. L’altro è Alberto Paloschi, l’altra metà del cielo dell’attacco biancazzurro. Il suo pard è “Anteseven7”, capitan Mirco Antenucci. Pezzato, indimenticata icona del mondo spallino, quest’anno ha visto la Beneamata dal vivo in due occasioni: Spal-Verona 2-2 con reti di Paloschi e Antenucci su rigore e domenica scorsa quando i ragazzi di Semplici hanno piegato 2-0 il Benevento. A segno? Beh, Paloschi e Antenucci su rigore of course. Lo spirito del bomber trasmesso dagli spalti ai suoi attuali eredi calcistici.
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«Palla che vaga in area, gol mio» sorrideva Paloschi domenica sera in mixed zone. Più o meno quanto faceva Pezzato... «In effetti, sottoporta bisogna essere faine. Sempre accorti ed affamati: Paloschi ha queste caratteristiche». Pezzato ha visto il match col Benevento in curva Ovest, tra amici. Migliaia di amici. E quando parla di Spal, dice “noi” e “da parte nostra”. Sorride: «Ferrara è casa mia». Dunque, biancazzurri dritti verso la salvezza con i colpi pesanti dei suoi attaccanti: 9 gol Antenucci, 7 Paloschi. «Paloschi col Benevento è stato bravissimo, perché ha aperto una gara che era bloccata. Tesa. Difficile. Antenucci ha fatto il resto: grande attaccante. Ma veramente!». Pezzato alza il tono quando inserisce l’esclamativo. Amplia il concetto: «Antenucci è veramente forte. Sa dare la zampata, fa giocare la squadra. Ha forza fisica e si muove da leader. Forse quella fascia bianca (da capitano; ndr) gli ha dato ulteriore senso di appartenenza. Insomma, Mirco e Alberto sono due bomber non da poco». Espugnata Verona, piegato il Benevento, la Spal si sta avvicinando al porto salvezza: «Occhio, non è ancora fatta - avverte Pezzato -; secondo me sono necessari almeno due punticini. Iniziamo domenica a Torino a portarne a casa uno, dopo guardiamo cos’hanno raccolto le altre avversarie dirette. Andare a sfidare i granata non sarà comodo, però credo che la Spal possa farcela. Semplici ha dimostrato di saper proporre un bel gioco, di avere coraggio. Poi negli ultimi tempi è diventato più pragmatico e credo abbia fatto bene. La partita col Benevento non è stata scintillante, va però messo in conto che la tensione s’è fatta sentire. Così come non è agevole produrre una manovra piacevole quando ti mancano Lazzari e Schiattarella. Pasquale sa dettare i tempi a centrocampo e sa verticalizzare. Insomma, mister Semplici in queste ultime partite sta adottando la strategia perfetta».
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Trovando, peraltro, indispensabili risorse alternative. Perché il sigillo di una punta mancava da quasi due mesi: Antenucci a Reggio Emilia col Sassuolo. Dopo sono stati i difensori a cantare e portare la croce: retroguardia blindata e stilettate offensive. Cionek con l’Atalanta, Felipe al Bentegodi contro il Verona. A sostegno ecco Lazzari nel Marassi genoano e Kurtic a rifinire l’opera a casa di Giulietta.
Ma senza il fattivo contributo degli attaccanti, il pane rimane sempre più duro. Il doppio squillo di “Paloschino 43” e di “Anteseven7” è arrivato nel momento più opportuno. «Altre due finali per il nostro sogno» ha scritto Antenucci con l’adrenalina ancora in circolo nell’immediato post-Benevento.
«Manca poco per raggiungere il nostro obiettivo - ribatte Paloschi -: dobbiamo andarlo a prendere con tutte le forze residue. E la fortuna della Spal è avere tifosi così». Pezzato strizza l’occhio: «Ferrara è l’ambiente ideale per calciatori che abbiano un minimo di sensibilità».
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