A Crotone stadio già esaurito Tregua a Udine Cagliari in Barella
FERRARA. Due settimane da vivere pericolosamente in ottica salvezza. E il borsino oscilla su sbalzi umorali che, pure, hanno un loro peso.Il Crotone ha attivato la modalità “chiamata alle armi” in...
FERRARA. Due settimane da vivere pericolosamente in ottica salvezza. E il borsino oscilla su sbalzi umorali che, pure, hanno un loro peso.
Il Crotone ha attivato la modalità “chiamata alle armi” in vista della spinosissima sfida con la Lazio (però priva di Immobile e Luis Alberto): prezzi abbassati, in due giorni “bruciati” tutti i biglietti. Lo Scida sarà tutto esaurito, che neppure con la Juventus... Ieri primo allenamento settimanale dopo due giorni di riposo, a bordo campo anche il presidente Vrenna. «In questo momento un giorno in più o in meno di allenamento non cambia niente - dice Zenga -: la differenza non la fanno muscoli e gambe, ma solo la testa».
A Udine è in atto una sorta di tregua armata. I tifosi, da qualche settimana sul piede di guerra con toni accesi, hanno deciso di abbandonare le polemiche per aiutare la squadra nelle ultime due partite. Il calendario aiuta: domenica friulani a Verona contro il già retrocesso Hellas. Con Fofana squalificato potrebbe tornare l’ora di uno tra Barak o Jankto.
Il Chievo, dopo il fondamentale successo sul Crotone, ha ripreso a respirare. Il neo mister D’Anna ha rimesso Birsa al centro del progetto (dopo un mese e mezzo di panchina) affidandosi al 4-3-3. Dentro altre due vecchie colonne: Dainelli e Gobbi. In vista di Bologna out Radovanovic e Bani, in forse Cacciatore. Anche ieri allenamenti a porte aperte e attesi 500 veronesi al Dall’Ara.
Il terzo peggior attacco del campionato, quello del Cagliari, va al Franchi di Firenze affrontando un crocevia. I sardi sono terzultimi, devono rincorrere. Non sono più solo padroni del loro destino e, tra l’altro, la sfida con i gigliati sulla carta è tostissima. Ancora una volta a centrocampo tutto grava sulle giovani spalle di Barella (le prolungate assenze di Cigarini si stanno facendo sentire). Mister Lopez cerca di tenere su l’ambiente: «Abbiamo due finali davanti, siamo pronti a giocarle alla morte». Toni biblici a parte, i sardi contro la Roma - pur battuti - hanno saputo esprimere ardore e voglia.
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