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Il giudice boccia Mediapro, diritti tv nella bufera

di Michele Di Branco
Il giudice boccia Mediapro, diritti tv nella bufera

I catalani hanno 15 giorni per ricorrere. La Lega vuole i soldi pattuiti, probabile la trattativa con Sky

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ROMA. Diritti Tv del calcio, adesso è caos. A poco più di tre mesi dall’inizio della stagione 2018-19 (la prima giornata del massimo campionato è fissata per il 19 agosto prossimo) torna in alto mare l’assegnazione delle licenze per la trasmissione delle partite della serie A. Il tribunale di Milano ha infatti confermato la sospensione d'urgenza del bando di Mediapro, ottenuta da Sky il 16 aprile scorso, arrestando il processo che avrebbe dovuto disegnare la mappa dei diritti Tv del prossimo triennio.

Secondo i giudici milanesi quella di Mediapro «è un'operazione commerciale che potrebbe causare gravi squilibri nel mercato configurando un abuso di posizione dominante. Mediapro condiziona la cessione dei diritti alla contestuale cessione di servizi economicamente separabili e il cui collegamento con il prodotto principale non pare sostenuto da esigenze effettive di collegamento tra essi». In ogni caso, secondo il magistrato, «i tempi ancora disponibili sembrano consentire la ripresa di una procedura di gara avente diversi contenuti nelle sue proposte di pacchetti».

Insomma, i giudici hanno censurato il bando attraverso il quale la società di Barcellona aveva rimesso sul mercato i diritti Tv ottenuti dalla Lega grazie ad una offerta di 1050 milioni di euro. Presentandosi come intermediario indipendente, la società catalana ha ottenuto dalla Lega i diritti per il pacchetto global ovvero per tutte le 380 partite all'anno che può trasmettere su ogni piattaforma. Immediate le proteste di Sky, sconfitta per aver presentato un'offerta inferiore: lo stesso giorno ha denunciato che l'offerta spagnola era da considerare inammissibile in quanto presentata in realtà da «un vero e proprio operatore della comunicazione». Cosa accadrà ora?

Mediapro ha 15 giorni di tempo per presentare ricorso ma potrebbe riformulare il bando tenendo conto di quanto scritto dal giudice nella sua decisione. Appare probabile che la via d’uscita, accantonata l’idea di creare un canale Tv della Lega calcio, possa essere costituita da una trattativa privata Mediapro-Sky. Non a caso, quest’ultima ha commentato la sentenza usando toni concilianti. «Il Tribunale ha fatto chiarezza a beneficio di tutti gli operatori: siamo pronti a valutare un'offerta per i diritti Tv» ha fatto sapere il network satellitare controllato dal magnate Rupert Murdock. La piega che stanno prendendo gli eventi, in ogni caso, agita i padroni delle società di calcio. Mediapro aveva infatti condizionato il pagamento della fidejussione nelle casse della Lega calcio a copertura dell’acquisizione dei diritti al buon esito della sentenza del Tribunale di Milano. Cosa che non è avvenuta. L’intoppo non cambia di una virgola la fame della Confindustria del pallone, che reclama al più presto i suoi soldi. «La scadenza del 22 maggio per la presentazione della fidejussione da parte di Mediapro vale ancora, adesso più che mai», ha avvertito Giovanni Malagò, presidente Coni e commissario della Lega di A facendosi portavoce dell’inquietudine della serie A.



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