Per la Comacchiese un sesto posto che vale un tesoro
Prima categoria. Quest’anno niente promozione Cavalieri: «Siamo arrivati stanchi, contenti così»
COMACCHIO. In questo periodo, nel passato, la Comacchiese di mister Krasimir Chomakov era abituata a festeggiare una promozione. Quest’anno i lagunari si sono dovuti invece “accontentare” del sesto posto finale in Prima categoria. Un risultato che i rossoblù hanno comunque accolto con positività, visto che il gruppo di calciatori era rimasto in sostanza quello che nelle stagioni precedenti aveva condotto la scalata. La squadra era partita davvero alla grande – rimanendo in vetta per molto tempo – grazie a un’inaspettata striscia di risultati positivi prima di cedere per ben tre volte dalla metà di novembre con Galeazza, Massese Caselle e Mesola. L’andata si era poi chiusa con la vittoria di Codigoro, ma il pareggio alla prima di ritorno nel derby con il Magnavacca aveva confermato la piccola fase di discesa che si è poi amplificata con un periodo caratterizzato da risultati altalenanti.
Tuttavia le tre belle vittorie consecutive di marzo avevano quasi dato la certezza per la disputa del playoff, ma aprile e la chiusura di maggio (tre pareggi, due sconfitte) hanno infranto il sogno e regalato una realtà però accettabile per una squadra dall’età media di venticinque anni. La Comacchiese ha chiuso al sesto posto con 48 punti (13 vinte, 9 pari, 8 perse) e con un totale realizzativo di 46 gol fatti e 32 subiti. In rete sono andati tanti componenti della rosa, ma nella classifica cannonieri finale nessuno spicca particolarmente. Un plauso comunque va fatto al giovane (2000) Trombini. «Prima dell’ultima partita – commenta il presidente Francesco Cavalieri – ho parlato con i ragazzi e a nome della società li ho ringraziati per l’impegno messo in campo e per tutto quello che hanno fatto. Se mi avessero parlato di sesto posto a inizio stagione ci avrei sicuramente messo la firma per molteplici ragioni, non ultime le possibilità che non abbiamo rispetto ad altre realtà. Abbiamo fatto un grandissimo campionato e sono contentissimo di come tutti si siano aiutati in questo anno lungo, difficile e impegnativo. Diciamo che siamo arrivati alla fine un po’ tutti stanchi e ci teniamo stretti quanto fatto per ripartire il prossimo anno e migliorarci».
«Il nostro punto di forza? Senza dubbio il gruppo. Lo spogliatoio è caratterialmente molto forte e abile a compattarsi nei momenti di difficoltà. Molto merito lo vorrei dare anche al mister: avere uno che è stato un calciatore professionista alla guida è una cosa molto importante perché va a curare ogni particolare e tiene sempre alta la tensione. Riconferma? Ne parleremo a breve perché è giusto pianificare. La società è molto aperta e anche personalmente si è instaurato un bel rapporto».
Poi un commento sui “cugini” del Magnavacca che saranno impegnati nello spareggio playout per mantenere la categoria: «Conosco tutti i ragazzi, alcuni li ho anche allenati e spero davvero che ce la facciano. Secondo il mio punto di vista hanno tutte le armi per giocarsela e li ritengo potenzialmente più forti rispetto alle squadre con cui hanno lottato nella parte bassa di classifica». Chiusura sul pubblico: «Spero sempre che possa tornare la cornice di un tempo, ma onestamente in questi anni non ho visto incrementi. Probabilmente sono cambiate le abitudini. Il calcio in tv ha inciso e a mio avviso occorrerà fare una riflessione generale sul calcio dilettantistico vista la concomitanza con le partite della Spal».
Alessio Duatti
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