«Bondi, gruppo vincente E ora sotto con Treviso»
Basket A2. Capitan Cortese e la chiave che ha permesso di eliminare Scafati Uniti verso l’obiettivo: ci siamo accettati prima come persone che come giocatori
FERRARA. Domani compirà gli anni (saranno 32), ma prima ha sospinto la sua Bondi alla qualificazione storica ai quarti dei playoff: piegata Scafati, ora c’è Treviso. Capitan Riccardo Cortese e i suoi compagni di squadra hanno fatto l’impresa di ribaltare la serie contro la Givova Scafati da 0-2 a 3-2. «Avevamo capito che giocando in una certa maniera saremmo stati superiori a questa Givova –- dice il capitano biancazzurro -; però non era così scontato portare a casa il risultato: abbiamo fatto una gara di uno spessore mentale davvero da squadra di altissimo livello. Restare avanti 40’ e resistere alle loro bordate di ritorno è sintomo di grande forza mentale, abbiamo avuto più protagonisti in questa serie».
«Adesso siamo consci del nostro reale valore e andiamo a Treviso per provare a “rubarne” una in casa loro. Treviso è completamente differente da Scafati, a questo punto del campionato non trovi la squadra materasso. Siamo carichi e ci godiamo il momento».
È stato, in gara 5, il successo del gruppo?
«Assolutamente sì. Mercoledì un paio di giocate di Hall sono state fondamentali, Moreno ha fatto una gara di altissimo livello, forse la migliore da quando lo conosco. Rush ha disputato una serie straordinaria: siamo stati tutti molto continui e solidi mentalmente. Non è da tutti ribaltare uno 0-2, abbiamo qualcosa di speciale. Adesso l’unica cosa che ci può fermare è la stanchezza fisica, bisogna ricaricare il prima possibile le pile, anche perché ci aspetta un’altra lunga serie contro Treviso».
Due parole su chi vi ha seguiti a Scafati?
«Ringraziarli è poco. Per quanto mi riguarda dedico ai nostri tifosi la vittoria di gara 5. Questo passaggio del turno è stato voluto da tutti, dai nostri tifosi senza alcun dubbio. A Ferrara la pallacanestro c’è e sta regalando momenti importanti. Ora andremo in un palcoscenico bellissimo, dove ci saranno ancora più tifosi. Comincio già a richiedere il nostro palazzetto pieno per gara 3: metto le mani avanti, cavalchiamo l’entusiasmo del momento per far sì di continuare il più a lungo possibile il sogno che stiamo vivendo».
Lo ha detto: provare a portarne via una da Treviso diventa l’obiettivo.
«Non sarà facile, affronteremo una formazione costruita per vincere. Compagine, la De’ Longhi, di grandi tiratori, abbastanza fisica. Comunque sappiamo dove colpirla. Potrebbe subentrare la stanchezza e la poca lucidità, bisogna evitare che Fantinelli velocizzi troppo la manovra».
Da capitano, quanto è orgoglioso di essere uno dei leader di questo gruppo?
«Mi è capitato poche volte di fare il capitano nella mia vita, gestire giocatori con l’esperienza dei miei compagni ha per me significato mettermi da parte e lasciare che il vero gruppo fosse la squadra. È l’unione della forza del gruppo a fare la differenza, accettiamo il carattere di ognuno di noi, così rendiamo al massimo con tutti i nostri pregi ed i nostri difetti. L’Accettarsi di più è risultata una delle nostre forze nella seconda fase del campionato. Ci siamo accettati prima come persone che come giocatori».
Lorenzo Montanari
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