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la lotta per la serie a

«Dai Spal, non sprecare il match ball salvezza»

«Dai Spal, non sprecare il match ball salvezza»

Gianni De Biasi, doppio ex, presenta la delicata gara di domenica a Torino

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FERRARA. «Penso che domenica a Torino la Spal abbia un bel match ball per centrare la salvezza». A parlare è mister Gianni De Biasi, indimenticato allenatore di una promozione in C1 della formazione biancazzurra nella stagione 1997-1998 con annessa la vittoria della Coppa Italia. Da Ferrara per lui tutto è partito e De Biasi, oltre ad essersi seduto anche sulla panchina del Torino, ha avuto il suo apice alla guida della Nazionale dell’Albania che è riuscito a portare agli Europei.

De Biasi, che sensazioni ha alla vigilia di questa importante sfida tra Torino e Spal?

«La Spal si gioca moltissimo, ha una grande occasione per chiudere anche matematicamente i conti salvezza e sarebbe un risultato straordinario. Per la Spal è la gara decisiva di tutta la stagione. Per il Torino non c'è più nulla da chiedere a questo campionato, la formazione granata può solo avere l'obiettivo di finire in bellezza davanti ai propri tifosi ma si sa che in queste sfide le motivazioni contano molto. E quelle della Spal sono certamente più forti».

Che valutazione dà dell'annata della Spal?

«Ho seguito moltissime partite. La squadra mi è piaciuta molto e se alla penultima giornata ti sei già messo nelle condizioni di potere chiudere i giochi anche matematicamente vuol dire che si è fatto qualcosa di eccezionale. E' logico che quando sei una neopromossa, soprattutto nella fase iniziale, fai degli errori legati all'inesperienza. La Spal, poi, in alcune situazioni è stata anche sfortunata perché si è trovata a giocare contro formazioni che erano in quel momento nel loro miglior momento di forma. Complessivamente però è stato fatto un cammino notevole e, come commentavo tempo fa con il direttore sportivo Davide Vagnati, la serie A è fatta così: se entri in una spirale negativa di risultati non è sempre facile uscirne».

Quindi è ottimista sulle possibilità di salvezza dei biancazzurri?

«Certo. Io sono sempre ottimista. Per natura e per modo di vivere: l'ottimismo aiuta in ogni campo della vita. L'aspetto che mi fa essere così ottimista è che la Spal ha il proprio destino in mano, non è legata a risultati altrui e questo è basilare».

Chi le piace di più nella rosa biancazzurra?

«Farei un elenco abbastanza lungo, se devo fare un solo nome dico Lazzari. Mi piaceva moltissimo anche in B e si è saputo confermare anche in serie A, mi ha colpito particolarmente. Ma quel che mi preme evidenziare è che la Spal è un bel collettivo guidato al meglio da un allenatore come Semplici».

Già, Semplici: che opinione ne ha?

«Di uno che ha portato una realtà come la Spal in due anni dalla Lega Pro alla serie A non si può parlare che bene. Ha saputo gestire al meglio tutti i momenti di questa stagione e ce ne sono stati alcuni anche delicati, quando i risultati non arrivavano. Il fatto che poi oltre ad avere portato la Spal in massima serie sia anche lì ad un passo da centrare l'obiettivo della permanenza in categoria direi che è un risultato che va a suo merito e parla da solo. In più in alcune situazioni, compatibilmente con le partite, è anche riuscito a proporre un buon calcio. Epidermicamente mi sta simpatico, ci siamo presentati anche se non posso dire che ci conosciamo a fondo».

Spal e Ferrara, che ricordi le vengono in mente?

«Ricordi bellissimi. Ho belle sensazioni, abbiamo vinto campionato e coppa e mi sono lanciato nel calcio che conta. Ho vissuto molto intensamente quelle annate e conservo ricordi positivi oltre che tantissime amicizie».

Se dovesse puntare sulla terza squadra che andrà a fare compagnia a Benevento e Hellas Verona in B chi sceglierebbe?

«Molto difficile a dirsi. Vedo il Cagliari forse un pochino peggio delle altre anche perché ha un calendario sulla carta molto ostico. Ma è molto complicato fare delle previsioni: i risultati di domenica prossima potrebbero già cambiare tutto il quadro di nuovo».

Lei ha commentato per la Rai la finale di Coppa Italia: si attendeva un esito di questo tipo?

«Non mi aspettavo un punteggio così eclatante che di solito non è tipico di una finale. La Juventus era sicuramente favorita ed è stata avvantaggiata anche dalla serata non brillante di Donnarumma».

Andrea Tebaldi


 

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